27 Novembre 2005

Il vescovo ha rimediato ad un errore

Il vescovo ha rimediato ad un errore

Sì unanime nel dare ai poveri i soldi Ikea Ma il contratto d`affitto non si doveva fare

Per Padre Brusegan scelta fatta a tutela di un bene comune Ha suscitato disparati commenti l`annuncio del vescovo Antonio Mattiazzo di destinare ai poveri i soldi dell`Ikea. Per qualcuno si è voluto “mettere il coperchio“ su una scelta sbagliata, mentre per altri i mezzi appaiono adeguati al fine che si intendeva perseguire nel campo della solidarietà sociale. Stiamo parlando della firma del contratto d`affitto da 12 mila euro al mese tra l`Istituto diocesano per il sostentamento del clero e la multinazionale svedese del mobile e dell`arredamento. La domanda di fondo è questa: è possibile “santificare le feste“, dedicandole al riposo e alla famiglia, e nel contempo aiutare l`Ikea a risolvere i suoi problemi di parcheggio consentendole così di aprire anche alla domenica pomeriggio? Sul punto interviene don Giovanni Brusegan, delegato diocesano per la cultura. La sua analisi parte da una situazione di fatto, ossia dall`impatto ambientale che si era venuto a creare a San Lazzaro e Ponte di Brenta con l`apertura del “gigante“ svedese. “Va anzitutto precisato che il terreno della Curia non è stato concesso in affitto all`Ikea per motivi di guadagno, né con questa decisione si è mai inteso derogare al valore e al rispetto della domenica che rimane un principio fondamentale per ogni cristiano. La scelta trova motivazione dal fatto di venire incontro ad un bene comune, ossia la salvaguardia di un traffico a Padova Est che stava degenerando“. Don Giovanni ricorda che il vescovo ha sempre tuonato contro le “domeniche lavorative“, invitando i cittadini padovani a non essere “schiavi del mercato“. La decisione di monsignor Mattiazzo di devolvere l`affitto-Ikea alle Cucine economiche popolari di via Tommaseo e per pagare il tradizionale pranzo di Natale dei poveri risulta pertanto positiva perché “fa scattare un gesto di solidarietà che si contrappone con forza al criterio di quanti mettono al primo posto il consumo e l`effimero rispetto ai valori religiosi, etici e sociali che la domenica consacrata propone“. Il delegato diocesano per la cultura così conclude: “Il vescovo si è reso interprete di un gesto semplice ma anche di rottura delle leggi e dei modelli di vita che regolano il mercato“. Roberto Nardo, segretario Adiconsum, parte dalle stesse premesse di don Brusegan per arrivare però a conclusioni un tantino diverse pur se calibrate e propositive. “La nostra associazione di consumatori, creata dalla Cisl, è contraria alle aperture domenicali e festive degli esercizi commerciali“ specifica. Ma a prescindere da un fatto religioso e di coscienza, Adiconsum è per l`umanizzazione del lavoro, per il riposo domenicale e per lo stare assieme alla famiglia“ ribadisce Nardo. E così continua: “Letta sotto questo profilo, la firma del contratto d`affitto con l`Ikea appare pertanto una misura presa con troppa leggerezza. E se adesso la diocesi ha deciso di destinare il ricavato di quell`area improduttiva a sostegno del disagio sociale, ben venga. In un periodo di magra come quello attuale, anche rispetto alla vicenda della Finanziaria, questo contributo economico darà un po` di sollievo a tante persone disperate“. Coi tempi che corrono, anche il segretario del Codacons Franco Conte sposa la linea del pragmatismo, fissando i dettami sui quali deve crescere la filosofia del sentire sociale e dell`aiuto alle persone più disagiate. “Bisogna favorire gesti che rieducano alla solidarietà concreta. Quando hai un muscolo anchilosato, serve un fisioterapeuta. Va dunque perseguito un tipo di solidarietà che nasce da una libera e responsabile predisposizione dell`animo, senza essere infastiditi o costretti a fare una buona azione. Deve germogliare dentro di noi, senza imposizioni esterne. Nella decisione del vescovo di destinare i soldi dell`Ikea ai più bisognosi si richiama l`attenzione alla solidarietà come spunto di riflessione per ritrovare le ragioni della festività contrapposte ad una fiera del consumo sorretta da una pubblicità sempre più strillata e invasiva. In sintonia d`onda con la solidarietà sono anche i sacchetti di plastica per il banco dell`alimentazione. E` su queste linee-guida che dobbiamo puntare“. Suon Lia, anima e cuore delle Cucine economiche popolari a cui verranno destinati parte dei soldi dell`affitto-Ikea, ricorda che le spese di gestione appaiono molteplici. “Esse non riguardano solo i circa 500 pasti al giorno ma anche i servizi a tutela dei bisogni primari, ossia docce, assistenza medica, guardaroba, segretariato sociale, orientamento compagnia e informazione. Tutte cose che chi vive in famiglia ha garantite ma che i nostri ospiti non possono ottenere senza un punto di riferimento preciso“ puntualizza l`instancabile e combattiva religiosa. Don Mariano Ruggero, l`ex parroco di Villa di Teolo che fece un provino per partecipare a “Grande Fratello“ ed ora dirottato alla Pastorale dei giovani diretta da don Attilio Mazzola, esce dal coro con un taglio interpretativo più frontale. “Il gesto è bello ma non risolve il problema a monte: si è voluto salvare il salvabile. Però alla fine permane il fatto che è stato dato un parcheggio perché resti aperta anche di domenica un`attività commerciale che lo stesso vescovo critica continuamente. Sarebbe risultato più coraggioso il gesto di negare la disponibilità di quell`area della Curia ora adibita a parcheggio Ikea. Il fine non giustifica i mezzi“.

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