13 Luglio 2019

Il vero costo del denaro

prestiti/1guardando ai tassi ufficiali pare essere il momento giusto per chiedere un finanziamento o un mutuo in banca. ma bisogna sapersi orientare nella giungla delle offerte. ecco sette consigli per indebitarsi alle condizioni migliori
Difficile comprenderlo per un non addetto ai lavori, ma è così: per le banche il costo del denaro è negativo e in previsione lo sarà sempre più, con la Bce pronta a tagliare ancora i tassi. Di conseguenza, per le imprese e le famiglie, accedere al credito costa meno della metà di dieci anni fa. Ma quanto, di fatto? Secondo i dati di Bankitalia relativi a maggio, per una linea di credito fino a un milione di euro le società pagano in media il 2,02%, per importi superiori lo 0,92%, mentre un mutuo ha un costo complessivo (il cosiddetto Taeg) del 2,26%. Più caro il prestito personale, per il quale si arriva in media all’ 8,15%. Nella giungla delle offerte finanziarie, bisogna sapersi orientare per indebitarsi sì, ma alle condizioni migliori. Ecco sette consigli per poterci riuscire. 1) Casa: mutuo o leasing? Per i giovani al di sotto dei 35 anni, ricorda l’ avvocato Stefano Loconte, partner dell’ omonimo studio legale e tributario, «esistono agevolazioni fiscali nella misura del 19% dei canoni di leasing e comprendono capitale e interessi fino a un massimo di 8 mila euro annui. Ovviamente va tenuto in considerazione che in questo caso il titolare dell’ edificio risulta l’ istituto di credito o la società finanziaria fino al momento del riscatto dell’ immobile, e non chi sottoscrive il finanziamento». Una seconda differenza rispetto all’ acquisto della casa con il mutuo è il capitale necessario per l’ avvio della pratica, il 30% in media nel caso del leasing e il 20% per il mutuo. Secondo le analisi di Bankitalia, il mutuo a tasso variabile costa in media all’ anno il 2,38%, quello fisso il 2,94%, mentre il leasing a tasso variabile si posiziona al 3,1% e quello a tasso fisso al 4,21%. Di conseguenza bisogna fare bene i conti fra i benefici del bonus fiscale e quelli dei costi. Per un mutuo classico, lo Stato riconosce la possibilità di detrarre gli interessi passivi per il 19% fino a un tetto massimo di 4.000 euro annui per la prima casa. 2) Ancora tasso fisso? Se il costo del denaro è previsto in riduzione, sarebbe logico sottoscrivere un contratto a tasso variabile, per poter beneficiare dei futuri ribassi. Ma Renato Landoni, presidente di Kiron Partner (gruppo Tecnocasa), spiega che questo ragionamento funziona «se il reddito di chi sottoscrive il contratto è costante e buono, mentre se lo stipendio non è alto e il rapporto fra la rata del mutuo e le entrate mensili va oltre il 30%, è opportuno scegliere un tasso fisso». Tecnocasa ha calcolato che oggi il costo del denaro per comprare casa è meno della metà di dieci anni fa e questo corrispondere a un risparmio del 47%. Infatti se nel 2009 un trilocale di 90 metri quadrati a Milano costava 318.960 euro in media, oggi lo stesso immobile vale 268.650 euro. La disponibilità necessaria per comprare l’ abitazione deve essere di 53.700 euro, mentre la parte coperta dal mutuo sarà di 214.900 euro a un costo del denaro di circa il 2% oggi contro il 4,8% dieci anni fa. 3) Conviene indebitarsi per fare un investimento? In una città come Milano, l’ acquisto dell’ immobile da investimento è passato dal 15,3% del 2014 al 26,4% del 2018, mentre a Roma l’ incidenza è salita dal 14,1% a 18,8%. L’ avvocato Loconte mette a confronto mattone e Btp: «Il grande concorrente delle case sono i titoli di Stato. Se abbiamo un capitale di 300mila euro, il rendimento medio dei Btp a 20 anni risulta inferiore al 3% (lordo), contro un rendimento (sempre lordo) di circa il 5% per un immobile in affitto in regime di cedolare secca, situato in una zona semicentrale di Milano. Mentre nel primo caso il rendimento netto risulta inferiore al 2,5%, nella seconda ipotesi, dati i costi fiscali di Imu e Tasi, nonché l’ imposta sostitutiva al 21% della cedolare secca, il rendimento si attesta attorno al 3,5%”. E qui l’ immobile batte il Btp. 4) Quanto indebitarsi? Per Vincenzo Laudadio, avvocato specializzato in materia bancaria (fa parte della rete Adusbef), «la storia degli ultimi dieci anni insegna che non varcare la soglia del 20% di rata rispetto alle proprie entrate mensili rappresenta una buona salvaguardia nel caso di eventi avversi come la perdita del lavoro. Un tetto che in realtà accomuna famiglie e imprese, nonostante il fatto che in banca si possa arrivare ad un prestito pari al 100% del valore del bene che si intende acquistare». 5) Mai oltre l’ 80%. E qui mette le mani avanti un altro legale, Carlo Rienzi, presidente del Codacons, secondo cui «fino all’ 80% del valore dell’ immobile i costi per i clienti hanno un tetto, oltre, dall’ 81% in poi, iniziano a salire anche di molto». 6) Auto: acquisto, leasing o noleggio a lungo termine? Bisogna capire se è meglio chiedere un prestito per un classico acquisto (si arriva a un Taeg dell’ 8,15%), oppure scegliere la formula dell’ acquisto ma via leasing (il costo annuo medio sul prestito va dal 6,23% per importi fino a 25 mila euro al 7,24% per cifre superiori) oppure scegliere il noleggio a lungo termine. In questo caso non si diventa proprietari del mezzo, ma a fronte di un canone mensile si può avere il veicolo coperto da tutte le spese. La formula conviene alle società, spiega l’ avvocato Loconte, «per evitare pesanti investimenti». Per contro, versando un canne fisso, si ha «la disponibilità dei beni e la deducibilità dei costi sostenuti». Il noleggio permette di dedurre i canoni per il 20% fino a 3.615,20 euro annui. Nel caso degli agenti di commercio si tratta dell’ 80% fino a 5.120,57 euro di canone. Per i privati che non possono scaricare le spese «il noleggio conviene sui mezzi da 40mila euro in poi, si risparmiano 7-8 mila euro in cinque anni», aggiunge l’ avvocato Laudadio. 7) Affittare o acquistare il capannone? L’ affitto permette la piena deducibilità del costo, con l’ acquisto si deduce il 3% del valore del bene acquistato. Si tenga conto che in questa fase esiste una gran quantità di capannoni inutilizzati e dunque varrebbe forse la pena cercare di strappare un affitto contenuto. (riproduzione riservata)
elena dal maso

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox