29 Ottobre 2011

Il vento della crisi soffia anche all’ ombra dei cipressi

Il vento della crisi soffia anche all’ ombra dei cipressi e in città se ne sono accorti i fioristi che hanno visto le vendite per il caro estinto quasi dimezzate. Parallelamente, crescono i furti di fiori e le operazioni riciclaggio tra i cassonetti. A creare problemi ci sono anche gli ambulanti improvvisati contro cui Federfiori-Confcommercio ha iniziato una sorta di crociata arrivando a chiedere una legge ad hoc per il settore. «La crisi ha tagliato la spesa di quasi la metà – spiega Renato Ceccarelli, presidente Federfiori della provincia di Perugia – ma i perugini ci tengono a mettere i fiori sulle tombe dei propri cari: meglio metterne pochi ma buoni, acquistati da fioristi specializzati e non da ambulanti improvvisati. Vendono a poco ma anche la merce è da poco e dopo due giorni è da buttare». Un far west nel quale sono chiamate in causa anche presunte vendite di beneficenza che speculano sui fiori. «L’ attività di controllo è latitante e inefficace, anche per l’ inadeguatezza delle sanzioni». Come in Lombardia, l’ organizzazione chiede una legge per la valorizzazione del commercio floreale e che disciplini le vendite temporanee su suolo pubblico da parte di enti no profit. Mugugni anche per le operazioni di certi supermercati sempre più presenti nel settore. «Lo fanno per offrire un servizio, non per guadagnare: ma alla fine è più ciò che buttano di ciò che rimane». Il settore si prepara ad una sorta di full immersion, con i chioschi che da oggi a martedì resteranno aperti tutti i giorni dalle 7 alla chiusura dei cimiteri, molti dei quali, complice l’ ora solare, da domani anticiperanno alle 17 o alle 18. Tour de force anche per i negozi, la maggior parte dei quali farà orario continuato. «Lavorare in modo diluito sarebbe meglio – aggiunge Ceccarelli – perché con la mole di acquisti di questi giorni il rischio-scarti è più elevato». «La ricorrenza spinge ad acquistare – aggiunge Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ma tante famiglie hanno ridotto la frequenza. Sempre più persone portano fiori dal proprio giardino mentre cresce il fenomeno dei furti, anche di interi mazzi (segnalazioni a San Sisto e Ponte Felcino, ndr), e di persone che rovistano tra i cassonetti per recuperare quelli buttati». Quanto ai prezzi, Federfiori promette listini stabili: «Sono gli stessi praticati in piena estate ed in alcuni casi sono diminuiti: non è vero che si aumenta in occasione delle ricorrenze». Cosa comprare? «Meglio prodotti che durano di più, come rose (da 1,5 a 4 euro, a seconda del gambo), lilium e crisantemi (1,5-2 euro)». Sconsigliati i garofani: «Sono cari e non sono belli». Intanto, la Finanza dà conto del blitz nel quale al mercatino di Pian di Massiano ha sequestrato un centinaio di capi di abbigliamento ed accessori dalle marche contraffatte. Indagini sono in corso per individuarne la provenienza.
 

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