Il vaccino per ora resta sugli scaffali
ROMA Innanzitutto, i numeri, supportati però dalle parole: «Sono stati acquistati dall’Italia 24 milioni di vaccini contro l’influenza A: di questi, 10 milioni sono in corso di consegna e saranno consegnati entro il 31 dicembre, mentre la restante quota sarà consegnata entro i primi mesi del 2010». A riferirlo è il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Più nel dettaglio: oltre due milioni e mezzo di dosi in totale sono già state consegnate, tra due settimane le fiale consegnate saranno oltre 3,7 milioni e alla fine del mese 5 milioni. Ebbene, a fronte di cifre del genere, a ieri gli italiani vaccinati erano ancora meno di 150 mila (147mila per la precisione). Come dire che praticamente oltre il 95% delle dosi è rimasto negli scaffali. Anche perché, probabilmente, la gente non si fida completamente del vaccino e per il momento non sembra avere molta voglia di vaccinarsi. Perplessità che il viceministro Ferruccio Fazio respinge con forza: «Il prodotto è sicuro». Antonio Cassone, infettivologo dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiunge: «Il vaccino ha ottenuto il via libera dell’Emea, l’organismo europeo che dopo svariati controlli ha certificato che i livelli di sicurezza e efficacia sono compatibili con l’uso sulla popolazione». Intanto, il totale dei morti per influenza A in Italia sale a 39 dopo i due decessi di ieri. Si tratta di una donna di 84 anni morta all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore (Salerno): l’anziana era affetta da numerose patologie pregresse ed è risultata positiva al test del virus H1N1. E poi un uomo di oltre 80 anni morto all’ospedale di Empoli dove era stato ricoverato per il contagio da virus A-H1N1. L’anziano sarebbe deceduto per il sommarsi di complicanze dovute a patologie pregresse aggravate anche dalla presenza del virus. Da segnalare, infine, che il Codacons presenterà una diffida al ministero e all’Aifa chiedendo di provare l’innocuità del vaccino contro il virus H1N1. A destare preoccupazioni è l’uso dell’adiuvante MF 59 a base di squalene, visto che alcuni esperti ipotizzano una relazione tra i problemi di salute dei veterani della guerra del Golfo e la possibile presenza di squalene nei vaccini che ai soldati sono stati somministrati. Non solo: i tempi di preparazione di un vaccino prevedono diversi anni di ricerca, quello utilizzato in Italia è stato prodotto in soli quattro mesi. Per questo il Codacons ha deciso di chiedere al ministero e all’Aifa coma abbia fatto l’azienda farmaceutica ad avere il tempo di testarlo. Ma in serata è stato lo stesso Consiglio superiore di sanità a precisare che «l’impiego di vaccino adiuvato con MF 59 per l’influenza stagionale è stato licenziato dall’Ue sin dal 1997 e, da allora, ne sono state distribuite circa 45 milioni di dosi». «Il vaccino prodotto contro l’influenza pandemica – si spiega – è in tutto sovrapponibile ai vaccini che di anno in anno vengono allestiti per l’influenza stagionale. Cambia solamente il tipo di antigeni virali inseriti che vengono adeguati ai virus circolanti».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
-
Tags: Aifa, Antonio Cassone, elio vito, H1N1, influenza A, squalene, vaccino, virus
