16 Settembre 2020

“Il vaccino anti-influenza si farà anche in farmacia” Obbligo per gli over-65

di Lorenzo d’ Albergo I giudici del Tar respingono il ricorso del Codacons e danno il primo via libera all’ obbligatorietà del vaccino antinfluenzale per gli over 65 e in Regione scattano le grandi manovre per non arrivare impreparati all’ appuntamento: l’ obiettivo è somministrare 2,4 milioni di dosi nel giro di 4 mesi, da ottobre a gennaio. « Uno sforzo straordinario», spiega l’ assessore alla Sanità della Pisana, Alessio D’ Amato. Già, perché il Lazio quest’ anno ha acquistato il doppio delle fialette. Un acquisto non casuale. All’ era del coronavirus va azzerato ogni tipo di confusione: i sintomi dei consueti malanni di stagione e del Covid- 19 sono simili, se non identici, e per questo va limitata il più possibile la diffusione dei normali ceppi influenzali. « Di fatto vogliamo vaccinare metà della popolazione della nostra Regione – riprende D’ Amato – e per garantire una copertura ampia e diffusa vogliamo utilizzare ogni mezzo». In campo scenderanno 4.400 medici di famiglia, che vaccineranno su chiamata gli over 65 e anche a domicilio nel caso dei pazienti che non possono raggiungere gli studi. Gestiranno 1.6 milioni di fialette, acquistate a circa 5 euro l’ una dalla Regione. A dare man forte ai dottori, per i bimbi tra i 6 mesi e i 6 anni, ci saranno 1.400 pediatri. E, nelle speranze dell’ assessorato alla Sanità, anche altrettante farmacie. È questa la novità della campagna di vaccinazioni 2020/ 2021. Un obiettivo che sta particolarmente a cuore alla Regione, tanto che ieri è partita una « richiesta di parere tecnico in merito alla somministrazione della vaccinazione antinfluenzale nelle farmacie» diretta al Comitato tecnico scientifico per l’ emergenza coronavirus, alla Protezione civile e alla Presidenza del consiglio dei ministri. La nota svela l’ idea di somministrare i vaccini anche in modalità drive-in, come i tamponi per il Covid. Poi punta sulle farmacie, che diventerebbero il punto di riferimento della « nuova categoria bersaglio dei soggetti sani tra i 60 e i 64 anni ( per cui il vaccino è gratuito, ndr) che nel Lazio ammonta a circa 380.000 persone». L’ idea, se il Cts e palazzo Chigi daranno il placet, è di vaccinarli direttamente in negozio. Per somministrare le dosi, « risultando particolarmente difficoltoso prevedere la presenza di un medico presso tutte le farmacie » , secondo la Regione potrebbe bastare un infermiere. « In Francia, in Germania, nel Regno Unito e negli Stati Uniti – ricorda l’ assessore D’ Amato – ci pensa direttamente il farmacista. Noi auspichiamo che si possa avere il nulla osta all’ operazione e che si trovi un accordo tra i diversi ordini professionali, che convocheremo nei prossimi giorni. Questo è un anno particolare, diverso da tutti gli altri. Dobbiamo diminuire al massimo la pressione dell’ influenza sul sistema sanitario regionale per agevolare la diagnosi del Covid». Per lo stesso motivo è in agenda la vaccinazione obbligatoria per tutti gli operatori sanitari del Lazio. Mentre, tornando agli over 65, chi si rifiuterà di partecipare alla campagna rischia di non poter più entrare in Rsa o strutture aggregative per anziani. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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