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19 Gennaio 2010

Il vaccino? A Pisa non viene sprecato

PISA. La sanità italiana butta i soldi nella spazzatura, per fortuna Pisa sembra salvarsi dal disastro. Sono ventiquattro milioni le dosi di vaccino contro l’ influenza “suina” H1N1 comprate dall’ Italia, e di queste oltre ventitre milioni saranno “smaltite” anziché somministrate ai cittadini. Le cifre del flop, riportate nei giorni scorsi dal quotidiano la Repubblica, sono impietose. L’ Italia ha pagato o dovrà pagare alla casa farmaceutica svizzera Novartis 184 milioni di euro, ma solo 865mila italiani sono stati vaccinati. In Toscana le dosi distribuite sono state 623.033 e i vaccini effettivamente somministrati 49.334, ovvero il 7,9%. L’ Emilia Romagna è la regione con la più alta percentuale di vaccini usati anziché cestinati (21,3%), il Piemonte e la Val d’ Aosta quelle con la percentuale più passa (3,1%). Per fortuna l’ Italia ha almeno deciso di donare il 10% delle proprie dosi (2,4 milioni) all’ Oms perché le distribuisca ai paesi poveri. Che si spera le ricevano per tempo e le utilizzino presto: dopo 12 mesi dalla produzione le boccette scadono e a quel punto possono essere solo buttate via. E a Pisa le cose come sono andate? Secondo dati non ancora ufficiali, ma molto attendibili, la Asl 5 ha ricevuto circa 20mila vaccini e ne ha somministrati 4.500: il 22,5%. A questo dato andrebbe aggiunto quello dell’ azienda ospedaliera, più o meno 2.300 vaccini dei quali un migliaio somministrati al personmale. In pratica non ne sarebbe stato buttato via neanche uno. In città sono molte le persone che si stanno informando sul progetto di class action annunciato dall’ associazione dei consumatori Codacons, proprio mentre la Corte dei Conti ha avviato una procedura di controllo sul decreto direttoriale che ha approvato il maxi acquisto nazionale. Il Codacons chiede la risoluzione del contratto con l’ industria farmaceutica («Uno spreco immane vista la scarsa adesione alla vaccinazione») e il rimborso ai cittadini dei 184 milioni di euro spesi. Già il 15 dicembre scorso (come è verificiabile su http://myblog.it) il Codacons aveva lanciato l’ allarme: «Quanti vaccini verranno fatti? Quanti saranno gettati?» Sulla base di questi interrogativi l’ associazione aveva chiesto alla Procura della Corte dei Conti di aprire un’ indagine per accertare se vi sia stato o vi sarà sperpero di denaro pubblico. Nei giorni scorsi è stata un’ altra associazione, l’ Aduc, a rilanciare le accuse: «”Fazio, Fazio (il ministro della Sanità, ndr), rendici i nostri soldi”. I numeri parlano chiaro: la percentuale morti/influenzati e’ dello 0,004 per cento. Insomma, e’ dir poco che abbiamo schiacciato un moscerino con la zampa dell’ elefante, solo che mettere in moto l’ elefante e’ costato un mucchio di soldi. Al contribuente, naturalmente. Il ministro della Salute potremmo chiamarlo Fazio lo Sciupone, come si faceva con i generali romani».

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