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2 Settembre 2019

Il turismo resta l’ oro di Puglia

segni leggermente negativi nelle presenze. la concorrenza internazionale si organizza
l L’ oro di Puglia non luccica più come in passato. Inizia ad opacizzarsi. Piccoli segnali, per il momento, di come il turismo di casa nostra possa aver raggiunto ormai il picco della curva del ciclo economico nel Gargano e nel Salento. «Una crisi di crescita» dicono gli esperti. E corra il rischio di una inversione di tendenza, per ora scongiurata. Almeno secondo i dati elaborati dall’ Osservatorio regionale sui primi sette mesi dell’ anno. Fino a luglio, infatti, si registra un lievissimo calo di presenze (tra meno1 e meno 2 per cento), in questi due spicchi del Tacco di Puglia, recuperabile, secondo gli esperti, nei mesi di agosto e di settembre. Sostanzialmente si potrebbe verificare un andamento stazionario. Nessuna fu ga. Diversa, invece, la situazione in Valle d’ Itria, nel Barese, lungo la Costa, nelle località della Magna Grecia, Murgia e Gravina trainate da Taranto. La stima sulle cifre raccolte finora da un campione del 50 per cento circa delle strutture (80 per cento dei 280mila posti letto e 70 per cento dei 7.400 iscritti al database regionale) disegna un quadro di crescita, rispetto ad un significativo 2018, quantificabile in un + 1,5 per cento per gli arrivi e un + 2 per cento per le presenze. In questa radiografia a macchia di leopardo spicca la crescita superiore al 10 per cento di alcuni mercati contraddistinti da una positiva dinamicità, come Francia, Stati Uniti, Australia, Russia, Spagna, Sud-Est asiatico, Romania, Turchia, Irlanda, Canada e Brasile. Resta il rammarico, comunque, di occasioni per il momento perse. Il riferimento, ad esempio, è ai Paesi scandinavi privi di collegamenti aerei diretti con i nostri scali. Un vuoto inspiegabile che nessuno ancora riesce a colmare. Eppure i turisti di Svezia, Norvegia, Danimarca e via dicendo rappresentano un target interessante, maturo, con uno stato socio-economico molto alto. Sono critici e selettivi, capaci di scelte autonome ed individuali. Al primo posto nell’ elenco delle loro motivazioni per una vacanza all’ estero ci sono il sole e il mare. Perché non sviluppare in profondità questo segmento? Non bisogna comunque dimenticare i riconoscimenti e le attestazioni internazionali nei confronti della Puglia. L’ ultimo in ordine di tempo arriva dal prestigioso New York Times. Il quotidiano a stelle e strisce aveva già inserito la regione tra le 52 mete prestigiose da visitare quest’ anno. Adesso, dopo un viaggio di sei giorni del reporter Sebastian Modak, spuntano altri elogi («Una settimana non basta, in Puglia c’ è tanto da vedere, da sperimentare e le emozioni sono fortissime»), da aggiungere a quelli di Lonely Planet, punto di riferimento cult per i turisti, con Bari al quinto posto tra le migliori mete di questa rovente estate. Si sorride anche grazie all’ analisi della New Mercury Consulting commissionata da Pugliapromozione sulla sharing hospitality, più conosciuta come «fenomeno Airbnb», dalla community sul web attraverso la quale è possibile prendere in affitto appartamenti: la Puglia è al quinto posto in Italia con più di 36mila annunci attivi sui portali online. Ma l’ analisi precisa anche che «non tutti gli alloggi offerti on line sono identificabili come turismo sommerso: e possibile trovare anche strutture ricettive i cui flussi sono intercettati dalle statistiche ufficiali Istat (come B&B, alberghi diffusi, etc.). In Puglia la maggior parte degli annunci (83,8%) risponde alla formula di case e appartamenti, senza specifiche riguardo alla tipologia di gestione. La ricettivita non ufficiale rappresenta circa un terzo (28,4%) dell’ offerta ricettiva totale: i posti letto rilevati dall’ Istat sono 278.170, mentre quelli non rilevati sono 110.361. La distribuzione geografica e fortemente polarizzata verso il Sud della regione: il 60,1% dei posti letto Airbnb e nella Provincia di Lecce, seguita da Brindisi (14,3%), Taranto (7,7%), Foggia (5,8%) e BAT (1,4%). Anche rapportando i posti letto non ufficiali con l’ estensione chilometrica delle singole Province, Lecce prevale con una concentrazione di 23,7 posti letto per km2 insieme a Brindisi (8,5); seguono Taranto (3,4), Bari (3,1) BAT (1,0) e Foggia (0,9)». E’ sufficiente tutto questo per dormire sogni tranquilli? Indubbiamente, no. Lo dimostrano i campanelli di allarme di Gargano e Salento da non sottovalutare, tra cali percepiti o solo presunti. Il turismo di massa giovanile e il mordi e fuggi hanno reso invivibili alcune delle località marine, trasformate in un divertimentificio a cielo aperto. Il modello Gallipoli, in definitiva, con le situazioni limite di posti letto affittati sui balconi, emblema del «tutto e subito», si è in parte esaurito. Anche se la tempesta annunciata dal barometro delle previsioni Jfc-Sole24Ore alla vigilia dell’ estate – un campione ridotto e raccolto in 11 località balneari – con un meno 13,6 per cento sia in termini di fatturato che di presenze nella regione da anni considerata la regina dell’ estate italiana, non si è verificata. Restano, però, le prime nubi all’ orizzonte, in attesa di un quadro più realistico e dettagliato, disponibile solo dopo il 30 settembre, a stagione conclusa. Il piano regionale strategico valido fino al 2025 va nella direzione della chiarezza e della legalità e racchiude le ambizioni di un settore volano dell’ in tera economica quantificabile per il Codacons in 24 miliardi di euro. Ma va realizzato con i tempi giusti. Senza ritardi e tentennamenti.. Altrimenti ri schia di essere superato da quanto si verifica in Albania, Grecia, Croazia, Montenegro, Egitto e Tunisia, i nostri diretti concorrenti in termini di turismo, in grado di offrire a costi per noi proibitivi una vacanza al mare. Il prezzo medio di una camera in Puglia è di 142 euro nel comparto alberghiero che scende a 92 euro nelle strutture ricettive rilevate su Booking. A Saranda, località turistica molto in voga nel Paese delle aquile, si va dai 60 euro ai 18 a camera d’ albergo. Nei migliori hotel delle isole greche, esclusa Mykonos dove è difficile pagare meno di 100 euro a notte, il prezzo difficilmente supera gli 80 euro. La sfida si annuncia, alla lunga, persa in partenza. Il valore aggiunto del turismo in Puglia è e resta la varietà di tipologie da mettere in vetrina. Il mare e il sole sono un patrimonio di tutti, sui quali non si può intervenire. La differenza la fanno l’ enogastronomia, la cultura, la storia, la tradizione, l’ aspetto religioso e quello artistico, la possibilità di praticare sport, gli itinerari cicloturistici, i borghi antichi, la natura. Alla quale aggiungere una buona dose di qualità e di professionalizzazione del comparto. Che oggi manca: quanti riescono a parlare l’ inglese in maniera fluently? Il nostro tasso di internazionalizzazione in termini turistici è ancora basso: 20 per cento contro il 49 per cento dell’ Ita lia. Nei Paesi dell’ ex Jugoslavia, subito dopo la guerra, hanno ricostruito gli approdi e le marine. Da noi gli sfoghi di Flavio Briatore sulla difficoltà di ormeggio dei super yacht girano il mondo. La scommessa dietro l’ angolo? Far ritornare il turista. La prima volta ci puoi anche capitare per caso dalle nostre parti. La seconda, no. Una indagine degli economisti dell’ Università Ca’ Fo scari di Venezia, condotta su 400 turisti di ritorno dalla Puglia, conferma la bontà della scommessa: il 50,3 per cento degli intervistati pensa di tornare, il 26,7 per cento scegliendo la stessa località, il 9 per cento cambiando meta.

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