20 Ottobre 2018

Il tribunale dissequestra la scuola materna di Serra

l’ edificio si può tenere aperto anche con un indice antisismico sotto la norma il sindaco bartolacelli: «soddisfatto, ma vado avanti col progetto del nuovo polo»
Daniele Montanari / SERRA È stata dissequestrata la scuola materna del capoluogo di Serra, posta sotto sigilli il 15 settembre. Ieri è arrivato il provvedimento a firma del giudice Federico Maria Meriggi con cui il Tribunale del Riesame ha accolto l’ istanza presentata dal professor Giulio Garuti per il Comune di Serra. È stato quindi annullato l’ atto di sequestro emesso dal gip Barbara Malvasi su richiesta del pm Katia Marino, disponendo la restituzione della scuola. Nell’ esame della vicenda, i giudici hanno evidenziato l’ assenza di “fumus” giuridico, non rilevando dunque alcun profilo d’ illecito, neanche un dubbio che comporti la necessità di un approfondimento giudiziario. L’ atto è di un certo rilievo anche per ciò che rappresenta a livello interpretativo nel terreno caldo delle norme antisismiche varate a inizio 2018, disponendo per le scuole l’ obbligo di raggiungere un indice di 0.60. La materna era stata sequestrata perché il valore non andava oltre lo 0,26, ma il Riesame di fatto ha condiviso la posizione della difesa secondo cui anche in presenza di un valore più basso la normativa nazionale non sanciva un obbligo immediato di incremento, ma solo di pianificare gli interventi edilizi atti a raggiungere quel livello. Tantomeno la normativa disponeva obblighi di chiusura dell’ edificio, e così quindi viene a cadere l’ accusa di omissione d’ atti d’ ufficio che aveva condotto ai tre avvisi di garanzia arrivati al sindaco Claudio Bartolacelli, al predecessore Roberto Rubbiani e all’ ex vicesindaco Simone Gianaroli. Una decisione rilevante anche in prospettiva, dicevamo, perché tanti altri edifici scolastici in provincia (come nel resto d’ Italia) non raggiungendo lo 0,60 si trovavano nello stesso potenziale rischio di sequestro della materna di Serra. La notizia ha raggiunto Bartolacelli mentre era a Modena al convegno organizzato dal Comitato Scuole Nuove e Sicure assieme al Codacons. «È evidente che sono molto soddisfatto di un provvedimento che riconsegnandoci una scuola migliora la nostra situazione emergenziale – ha detto – anche se è presto per parlare di fine del doppio turno alle medie grazie all’ utilizzo di questi ambienti: dobbiamo esaminare la situazione. Sono contento di vedere scemare un’ accusa che nei miei confronti mi sembrava un po’ kafkiana. Ma la riapertura della scuola non cambia il nostro obiettivo di costruire un polo nuovo, perché solo il nuovo dà certezze in termini di sicurezza». La necessità del nuovo del resto è stata rimarcata da tutti gli intervenuti al convegno, a partire dal presidente del comitato Stefano Mapelli: «Siamo arrivati a fare i nostri esposti con l’ unico obiettivo di togliere i bambini da una situazione di insicurezza – ha osservato – sono consapevole dei disagi che si sono creati con i sequestri, ma meglio questo che il far rischiare la vita a 380 bambini. Io l’ ho fatto per loro e per i miei tre figli, e lo rifarei ancora. Perché non si infila la testa sotto la sabbia in questi casi: il far esplodere la situazione ha avuto anche il merito di portare il caso Serramazzoni all’ attenzione degli enti superiori, che ci stanno aiutando a raggiungere il nostro sogno: una scuola nuova entro la fine del 2020». «Il comitato di Serra – ha commentato Iride Luzi, presidente del comitato nazionale Scuole Sicure – ha dato una dimostrazione a tutta Italia: se ci si muove, si ottiene qualcosa d’ importante». —

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