15 Luglio 2012

Il treno sbanda, poi si spezza A bordo il panico e 27 feriti

Il treno sbanda, poi si spezza A bordo il panico e 27 feriti

Ferme sul binario, immobili dopo il deragliamento, le sei carrozze e il locomotore dell’ interregionale 2885 Voghera-Rimini non fanno più paura. Ma per i circa 400 passeggeri del convoglio uscito dai binari alle 9.25 di ieri, a 500 metri dalla stazione di Lavino di Mezzo, tra Bologna e Anzola, un tranquillo sabato di esodo estivo poteva diventare una strage. Fortunatamente l’ incidente che ha paralizzato la circolazione ferroviaria per tutta la mattinata non ha provocato morti né feriti gravi. Il bilancio finale è di 26 contusi lievi, il più grave è stato curato all’ ospedale Maggiore per un trauma toracico. Fra loro anche il macchinista, un 34enne di Piacenza, che ha preso un colpo alla spalla destra. Ha raccontato che viaggiava a 140 chilometri orari, quando il treno è improvvisamente sbandato in corrispondenza dello scambio tra la linea storica e quella di cintura, riservata a treni merci che viaggiano a velocità più basse, ma imboccata chissà perché dall’ interregionale. Le indagini faranno luce sulle dinamiche, il pm di Bologna Francesco Caleca ha aperto un fascicolo con l’ ipotesi di disastro ferroviario colposo. Il treno era partito in orario, alle 7, da Voghera, iniziando a riempirsi da Piacenza in poi. Persone dirette perlopiù a Bologna o a Rimini per un fine settimana al mare. A Lavino però un sussulto improvviso, le carrozze si sono inclinate fino a 45 gradi sulla massicciata percorrendo così diversi metri e alzando una nuvola di polvere che ha riempito gli scompartimenti, gettando nel panico i passeggeri. Poi l’ arrivo dei soccorsi: Trenitalia, polizia, carabinieri, vigili del fuoco e personale del 118 hanno prestato assistenza distribuendo bottigliette d’ acqua per combattere il gran caldo. Ci sono state lamentele per il ritardo degli aiuti, ma secondo l’ Ausl di Bologna la prima delle sei ambulanze intervenute sul posto è arrivata dopo 8 minuti. A supporto anche un’ automedica e un elicottero per eventuali emergenze. Mentre i mezzi di soccorso trasportavano i feriti negli ospedali bolognesi e in quello di Bazzano, il viaggio degli illesi proseguiva grazie ai bus diretti a Bologna messi a disposizione da Trenitalia. La maggior parte dei 400 passeggeri ha però deciso di prendere i due treni con destinazione Bologna e Rimini che hanno fatto una fermata speciale a Lavino, mentre un terzo convoglio è stato organizzato sul momento per affrontare l’ emergenza. Sul posto è arrivato Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia. «Il caldo e soprattutto l’ impatto hanno generato grande panico – ha dichiarato Venturi -, qualcuno aveva le lacrime agli occhi. I soccorsi sono arrivati subito anche se qualcuno ha iniziato a sbuffare. Ora occorre fare luce sulle cause dell’ incidente». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, accusa la politica dei tagli e invita a chiedere i danni, anche per «lo stress e la paura». Mauro Giordano

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