31 Maggio 2007

Il trapianto nel reality, oltre la frontiera dell`etica

Polemiche in tutta Europa per lo show che mette in palio un rene fra tre concorrenti

Il trapianto nel reality, oltre la frontiera dell`etica

ROMA Nessuno stop, nonostante le polemiche, per il “reality-shock“ olandese che mette in palio il rene di una donna malata terminale, tra tre concorrenti in attesa di trapianto. “Il grande donatore“, prodotto da Endemol per il canale Bnn, andrà in onda come previsto domani sera: così hanno dichiarato i responsabili dell`emittente, respingendo la richiesta del Parlamento dell`Aja di non trasmettere lo show. I vertici del canale intendono andare avanti nella loro provocazione per attirare l`attenzione del mondo – hanno motivato – sul problema della scarsità di donatori di organi. Il canale ha deciso di ricordare con questa iniziativa il quinto anniversario della scomparsa del fondatore Bart de Graaff (Bnn sta infatti per Bart Neverending Network) morto dopo aver atteso per sette anni un trapianto di rene. Protagonista è Lisa, 37 anni, affetta da un cancro inoperabile al cervello e pronta a donare un rene a uno di tre ammalati sottoposti a dialisi. Il pubblico da casa potrà votare via sms e scegliere a chi destinare l`organo. “Lisa è una malata terminale, ma vuole che altri abbiano una vita più lunga e più sana: perciò donerà un rene a qualcuno che lei stessa sceglierà“, dice il conduttore del programma, Patrick Lodiers. Ma in Europa e in Italia si scatenano le polemiche. A Bruxelles un portavoce dell`Ue, che ieri ha proposto di adottare una tessera dei donatori di organi valida in tutta Europa, ha bollato il reality come qualcosa di “cattivo gusto“. Il commissario Ue alla Salute, Markos Kyprianou, si è detto “choccato“ dalla decisione di trasmettere il programma. Le polemiche hanno raggiunto anche l`Italia. Giuseppe Giulietti, deputato dei Ds, ha denunciato come il controverso programma sia prodotto dalla Endemol recentemente acquistata da Mediaset. Codacons, Aiart, associazione telespettatori cattolici, e Movimento genitori chiedono che le emittenti “non si rendano complici di tanta inciviltà“. L`Aiart si appella a Mediaset, proprietaria di Endemol, affinché “intervenga per evitare che si continuino a produrre programmi lesivi della dignità“, mentre il Codacons si augura che la Rai “non debba “togliersi un rene“ per acquistare il format“. Da Endemol Italia, comunque, fanno sapere che è drasticamente escluso che il format possa essere proposto nel nostro Paese. Levata di scudi anche dal fronte scientifico: il bioeticista Francesco D`Agostino parla di un fatto di “gravità inaudita“, che “dimostra il fallimento di ogni etica individualistica, poiché si riducono le scelte morali delle persone al mero rispetto delle preferenze personali“. In Italia, spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti, affidarsi a un format per assegnare un organo sarebbe contro la legge, che prevede severi controlli per verificare che tra le parti non ci siano interessi economici né coercizione. Fuori dal coro la vicepresidente del Comitato nazionale di bioetica, Cinzia Caporale, convinta che sia “meglio uno scandalo pubblico che temi bioetici sepolti“.

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