Il Tevere e l’ Aniene sorvegliati speciali Stop della metro
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fonte:
- Il Tempo
Maurizio Gallo [email protected] I fiumi si gonfiano, le case e i negozi si allagano, la metropolitana resta senza corrente, il traffico di superficie va in tilt. Un copione che ormai si ripete ogni autunno. I nomi cambiano, quest’ anno il ciclone autunnale si chiama «Medusa» e gli acquazzoni semitropicali sono stati ribattezzati «bombe d’ acqua», ma gli effetti restano devastanti. Come accaduto mercoledì, ieri il caos ha riguardato i trasporti pubblici e il maltempo ha creato i problemi più seri nella zona costiera della provincia capitolina. Complessivamente i vigili del fuoco hanno fatto una cinquantina di interventi. Intorno alle 10,30 è stata chiusa a causa del fango e dei detriti trasportati dalle pioggie notturne via della Cesarina. La linea 308P è stata costretta a deviare, nelle due direzioni, da Bufalotta-Settebagni, transitando su via di Casal Boccone per riprendere la Nomentana. In via dei Coronari si è aperta una voragine profonda 5 metri. Nel pomeriggio è stata invece chiusa al traffico via Luchino Dal Verme tra via Muzio Attendolo e via Erasmo Gattamelata a seguito di grossa perdita d’ acqua dal manto stradale. Poco dopo, per la caduta di rami e alberi, è stata interdetta al traffico via di Malafede, tra via marcello Mastroianni e via Cristoforo Colombo. Verso le 11,30, l’ Ufficio mareografico e idrografico regionale ha rilevato che il Tevere ha raggiunto un’ altezza di quasi nove metri (8,90) nel tratto di Ripetta, come ha reso noto la protezione civile del Campidoglio. La soglia delle banchine era stata superata intorno all’ una di del mattino. La previsione era che in serata toccasse i dieci metri e si mantenesse a questo livello per almeno 24 ore. Si tratta, comunque, di livelli molto lontani dal colmo di massima raggiunto il 16 novembre, quando le acque sfiorarono i 13,49 metri nel tratto centrale del fiume. Il livello di attenzione è scattato anche per l’ innalzamento idrometrico dell’ Aniene che alla confluenza con il Tevere, a Ponte Salario, ha sfiorato i 5,25 metri. La Protezione civile ha attivato i presidi di monitoraggio con squadre miste di operatori capitolini e volontari nei punti «storicamente» più a rischio, come l’ Idroscalo, Prato Lungo, Prima Porta, Tiburtina e Ponte Milvio. L’ Aniene, invece, ha rotto gli argini ad Agosta, nella valle che porta il suo nome. L’ esondazione si è verificata all’ altezza del bivio che porta al paese. L’ acqua ha inondato i campi circostanti. Lo straripamento è stato provocato anche dai rami e detriti che hanno ostacolato il regolare flusso dell’ acqua al ponte di Agosta. Sempre ieri il sindaco di Fiumicino Mario Canapini ha firmato lo stato di emergenza per la zona di Passo della Sentinella. Intorno alle 22,30 di mercoledì otto abitazioni della zona sono state evacuate per allagamenti. Sette nuclei familiari, 25 persone in tutto tra le quali 5 minori, hanno passato la notte al Centro Catalani. Da ieri sera sono tutti alloggiati in alberghi del territorio. Le strade di Passo della Sentinella, alla foce dell’ ex biondo fiume capitolino, a eccezione di via Grecchi, nel pomeriggio erano ancora tutte agibili e non hanno reso necessaria l’ adozione di misure straordinarie, come il blocco del traffico. Tornando nella Capitale, nel primo pomeriggio c’ è stato lo stop della linea B del metrò nella tratta Tiburtina-Rebibbia. I rami di un albero sono stati scagliati dal forte vento sui cavi di alimentazione della linea. Quest’ albero si troverebbe in un terreno recintato abusivamente, nei pressi della linea metro. Due elementi della rete elettrica aerea di alimentazione dei treni tra le stazioni di Ponte Mammolo e Rebibbia sono entrate in contatto e i sistemi di sicurezza hanno interrotto per precauzione l’ energia. Il resto della linea ha continuato a funzionare regolarmente e lungo la tratta in questione è stato attivato un servizio di bus-navetta. Il Codacons ha chiesto al Campidoglio di istituire una task force per rimuovere le numerose foglie cadute in questi giorni. E, scrutando il cielo, non sembra che le cose andranno meglio nei prossimi giorni. «Il ciclone Medusa non molla e il maltempo non darà tregua almeno fino a domenica e lunedì, con temporali e piogge quasi continue su tre regioni: Toscana, Lazio, Campania», stima il meteorologo Antonio Sanò, direttore del portale «Ilmeteo.it.». Intanto, ciliegina sulla torta, ieri la neve è caduta a Monte Livata.
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