7 Dicembre 2004

Il Tesoro: la riforma è corretta

CONTI PUBBLICI. Primo sì ai crediti agevolati per i dipendenti privati. Giovedì tabaccai chiusi contro la manovra


Tasse, Ue perplessa sui tagli


Almunia dubbioso sulla copertura. Il Tesoro: la riforma è corretta





Roma. Mentre pare che slitti a domani il via libera della commissione Bilancio del Senato alla Finanziaria, arrivano due novità (l?estensione ai dipendenti privati della «cessione del quinto» e l?arrivo dei certificati di malattia elettronici), si rinnova l?allarme della Ue per i tagli alle tasse, e si allarga la protesta contro la manovra. E la tensione, in vista delle due manifestazioni contrapposte previste per l?11, è destinata a crescere. – Nuovo allarme sui conti pubblici. Il commissario Ue agli Affari monetari ed economici Joaquin Almunia si dice «preoccupato» per la situazione dei conti pubblici italiani: «Posso dire che sono preoccupato perché», spiega, «non sono sicuro che gli annunciati tagli alle tasse siano adeguatamente coperti dal punto di vista finanziario». E il Cer stima che il rapporto deficit-pil raggiungerà il 3,1 per cento nel 2004 e il 3,7 l?anno seguente. Sotto accusa le stime di gettito della Finanziaria, giudicate «sovradimensionate» in molti capitoli. Ad Almunia replica, in serata, il Tesoro: «In tutti i documenti ufficiali», dice il ministero, «il governo ha sempre scritto che la riforma fiscale è e sarà pienamente coperta da un punto di vista finaziario, in rispetto al patto di stabilità e di crescita, ma anche dell?articolo 81 della Costituzione».
– Taba ccai contro la Finanziaria. Per giovedì è in programma la serrata dei 58 mila tabaccai italiani aderenti alla Fit, contrari alle «misure inique» che riguardano anche i «clienti». Nel mirino, l?aumento delle tasse sui tabacchi ma anche del prelievo sulle vincite di Lotto e lotterie: e «i giocatori che vedrebbero fortemente decurtate le loro vincite». E poiché domani – giorno festivo – i tabaccai saranno chiusi, gli italiani che volessero puntare sul «53» – che manca all?appello da 164 estrazioni – dovranno anticipare le giocate a oggi.
– Lo slittamento in commissione. A provocare il rallentamento in commissione Bilancio è l?emendamento sugli studi di settore che, appena presentato dal governo per rimuovere gli automatismi del «redditometro» degli autonomi, comporterà un?ulteriore istruttoria . Il nodo da sciogliere riguarda le misure necessarie a coprire il mancato gettito, stimato in 2,8 miliardi di euro. Con le nuove norme, la revisione degli studi di settore avrà cadenza quadriennale e verrà condotta in accordo con le categorie interessate.
– Evasione fiscale. Confermato il giro di vite nei confronti delle aziende medio-grandi con un volume di ricavi pari a cinque milioni di euro.
– La «cessione del quinto». La commissione ha approvato l?emendamento di Ivo Tarolli (Udc) che estende ai lavoratori del settore privato la possibilità di chiedere al datore di lavoro la cessione di un quinto dello stipendio a garanzia di prestiti bancari con tassi agevolati per spese di media entità. L?iniziativa riguarda circa otto milioni di persone, per un giro di risorse stimato intorno ai cinque miliardi di euro.
– I certificati telematici di malattia. Via libera anche alla norma che consente l?invio telematico dei certificati di malattia all?Inps a partire dal 1° giugno 2005.
– Congedi di maternità. La commissione ha pure approvato un emendamento che ripristina i finanziamenti – prima tagliati – per il congedo retribuito fino a due anni per i genitori di figli handicappati, e per i contributi figurativi per sordomuti e invalidi.
– Adozioni internazionali. Approvata l?istituzione di un fondo di dieci 10 milioni per sostenere le famiglie che procedono con l?adozione internazionale.
– Ust ica. Sì a un ordine del giorno della Ds Daria Bonfietti e dell?azzurro Mario Ferrara, che invita il governo a destinare ai familiari delle vittime di Ustica i benefici previsti per i parenti delle vittime del terrorismo.
– Roma capitale. I senatori del centrosinistra eletti a Roma hanno espresso «indignazione» per il fatto che la Finanziaria non finanzi la legge del 1990 su Roma capitale.
– I «pedaggi ombra». Il centrosinistra torna all?attacco anche sulla cessione di alcune statali ai privati. Per ora, dice il centrosinistra, ci saranno «pedaggi ombra», ma la norma crea le condizioni per dei pedaggi veri e propri.
– Braccio di ferro governo-Polo. Il sottosegretario all?Economia Giuseppe Vegas chiede ai gruppi del Polo di ritirare una serie di emendamenti di spesa, ma la risposta è negativa. Al centro ci sono 200-250 milioni che il governo vorrebbe lasciare per affrontare in aula alcuni capitoli aperti. I gruppi di maggioranza non ritirano gli emendamenti e – anzi – chiedono di votarli tutti, magari lavorando anche il giorno dell?Immacolata. La Finanziaria arriverà comunque in aula giovedì.
– Gli «enti inutili». Nella Finanziaria, spunta anche un emendamento sugli «enti inutili», che sono – rileva Raffaele Costa di Fi, firmatario tanto dell?emendamento quanto di un?interrogazione a Siniscalco – ancora 170. Si tratta di enti pubblici che, già disciolti, restano tuttavia in vita – con sedi e personale – perché non è stata mai completata la loro liquidazione. Ci sono le linee aeree littorie nate nel 1938 con Benito Mussolini, ma c?e anche l?Ufficio accertamenti e notifica sconti farmaceutici e la Cassa conguaglio zucchero. «La sopravvivenza media degli enti inutili», dice Costa, «è di 23 anni». Roma. Innesca una forte polemica l?affermazione del presidente della Confcommercio Sergio Billè, secondo il quale i ricarichi dei prezzi di ortofrutta dal campo alla tavola sono frutto di una «filiera mafiosa». A dar fuoco alle polveri, è l?Intesa dei consumatori, ovvero il cartello costituito da Adusbef, Adoc, Codacons e Federconsumatori: «Non sappiamo», dice il sodalizio, «se quella di Billè, che si arrampica sugli specchi, è una denuncia o un?auto-denuncia. Ma evidentemente, lui che ha sempre negato le pur evidenti speculazioni denunciate dall?Intesaconsumatori con il pretesto dell?euro e si è sempre battuto per evitare che ci fosse il doppio prezzo lira-euro su cartellini accusando sempre gli “altri“» e difendendo i «poveri commercianti, si è accorto oggi che la filiera agroalimentare sarebbe in mano ai “mafiosi“». Per l?Intesa dei consumatori, dopo le parole di Billè, è «doveroso sia l?intervento dell?Antitrust sia la Direzione distrettuale antimafia, per valutare se le accuse del presidente Billè siano fondate oppure abbiano l?unico scopo, come al solito, di depistare».
A commento, interviene anche il presidente della Coldiretti: «L?unica cosa certa», dice Paolo Bedoni, «è che i prezzi pagati agli agricoltori per verdure e ortaggi all?origine si sono dimezzati rispetto a quelli dell?anno scorso: hanno raggiunto valori dell?ordine di centesimi che si trasformano in euro quando i prodotti arrivano sugli scaffali dei negozi». Per la Coldiretti, «l?Osservatorio prezzi deve essere operativo 365 giorni all?anno, e devono essere attivati comitati per la trasparenza e la verifica dei margini commerciali». Inoltre, secondo l?organizzazione, l?ampliamento o l?apertura di nuovi supermercati devono essere collegati alla garanzia di rendere disponibili spazi adeguati per frutta e verdura di stagione del territorio, ed è necessario rendere disponibili nelle città adeguati spazi per la vendita diretta da coltivatore a consumatore. In più, avverte la Coldiretti siciliana, «se è vero, come riferisce l?Ismea, che anche il produttore di radicchio di Treviso riceve gli stessi 20 centesimi al chilo del produttore di pomodori di Ragusa, e anche per il prodotto leader trevigiano c?è un aumento del 782 per cento dal campo alla tavola, allora in tutt?Italia, da Pantelleria a Bergamo, la distribuzione è in mano alla criminalità organizzata e tutti i prezzi sono frutto di azioni mafiose». Dal che nasce un dubbio: che «questa denuncia sia solo una “foglia di fico“ per nascondere le responsabilità».
Critiche a Billè arrivano anche dalla Confederazione italiana degli agricoltori: «I prezzi all?origine», dice il presidente della Cia Giuseppe Politi, «hanno subìto addirittura ribassi, ma alla distribuzione finale i consumatori hanno trovano anche incrementi vertiginosi. Ci sono prodotti che dal campo alla tavola subiscono aumenti che vanno dal 400 al mille per cento. E tutto ciò non può essere addebitato al fenomeno, pur grave e dilagante, della criminalità organizzata che ha messo le mani anche sull?agricoltura».

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