14 Settembre 2019

Il terrore tra aziende e negozi confinanti «Ci siamo messi al riparo appena in tempo»

LE REAZIONI S’ è recato sul posto per vedere coi suoi occhi quello che stava accadendo. Il sottosegretario all’ Interno del governo Conte, Carlo Sibilia, accompagnato da alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle, è arrivato a Pianordardine verso le 19, ma tiene a sottolineare che «fin dai primi momenti dell’ incendio che ha coinvolto un’ azienda nel nucleo industriale di Avellino ho monitorato lo stato dell’ arte». E ancora di essere stato «in contatto con il Prefetto di Avellino, Maria Tirone, e il Comando provinciale e regionale dei Vigili del Fuoco, oltre che aggiornato in tempo reale su quanto emergeva dalla riunione in corso a Palazzo di governo del Comitato di coordinamento per la sicurezza convocato ad horas». Quando arriva all’ esterno dello stabilimento Ics, «l’ incendio è domato: per fortuna non ci sono stati morti né feriti». Ma, secondo il deputato pentastellato, «un altro aspetto fondamentale è il danno ambientale che sarà valutato alla luce delle comunicazioni dell’ Arpac affinché si possa tutelare la salute dei cittadini in una zona, già di per sé profondamente complicata». «Ho visto dal bancone del bar le fiamme che si alzavano e ho pensato, qui saltiamo in aria, c’ è una linea del metano poco distante». Albino Petrillo, gestore del locale difronte all’ azienda, è stato tra i primi a telefonare ai vigili del fuoco. Anche il gestore del distributore Esso, Carmine Baratta, che confina con la Ics, ha temuto che potesse saltare tutto. «Abbiamo chiamato immediatamente i vigili del fuoco. e coi carri attrezzi abbiamo messo le auto al riparo». Valentino Tropeano, il sindaco di Montefredane e presidente dell’ Ato rifiuti, ha deciso di essere sul posto per verificare da vicino la situazione. «Abbiamo avvisato la popolazione, meglio barricarsi in casa», dice il sindaco di Atripalda Giuseppe Spagnuolo che ha un quartiere che si affaccia sulla zona industriale di Avellino. Anche lontano da Avellino, a Nocera Inferiore, si è temuto per gli effetti della nube tossica sprigionatasi. Sul piede di guerra gli ambientalisti e le associazioni che tutelano i cittadini. «In attesa che la magistratura e le forze dell’ ordine accertino le cause del grave incendio – dice MariaTeresa Imparato, presidente Legambiente Campania – è fondamentale mettere in campo tutte le misure necessarie per garantire la salute dei cittadini e per monitorare gli eventuali danni ambientali». Quello di Ics per Legambiente è un caso che riaccende i riflettori sulla vertenza sulla sostenibilità delle industrie: «L’ incendio di ieri – prosegue Imparato – dimostra che è tempo di mettere in campo azioni sistematiche di controllo e prevenzione delle aree produttive campane. Sorvegliati speciali devono essere tutti quegli impianti che trattano rifiuti, ma anche gli insediamenti produttivi che lavorano materiali altamente infiammabili. È necessario, in tempi brevi, avere delle risposte sulle cause e se sono scattate tutte le misure di emergenza fondamentali alla presenza di un incendio di queste dimensione». «I cittadini residenti nell’ area coinvolta dal rogo possono chiedere ed ottenere il risarcimento per i danni e i disagi subiti», lo afferma il Codacons . «Vogliamo garanzie circa l’ assenza di pericoli per la salute dei cittadini e per l’ ambiente afferma il presidente Carlo Rienzi Un rogo di questo tipo puòa avere ripercussioni sul fronte sanitario ed inquinare fortemente l’ ambiente. Il Codacons è pronto a scendere in campo e ricorda che tutti i residenti delle zone di Avellino interessate dalla nube possono costituirsi parte offesa nell’ inchiesta della Procura e avviare l’ iter per ottenere il risarcimento danni nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili del rogo. g. c.-a. p. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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