«Il termometro aggiornato è peggiore del vecchio»
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
«Il termometro aggiornato
è peggiore del vecchio»
ROMA «Il nuovo paniere Istat è peggio del vecchio». A criticare l`annunciato aggiornamento della lista dei beni che misurano l`inflazione è il Codacons a nome dell` Intesa dei Consumatori (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons).
«Non solo – afferma l`associazione – il nuovo paniere è stato formulato senza alcuna consultazione con le associazioni dei consumatori ma appare assolutamente incomprensibile il motivo dell` inserimento delle nuove voci nel paniere stesso. In particolare appare assurdo rifiutare ancora di dare il giusto peso alle polizze Rc Auto e al costo effettivo dei treni che non è basato sul biglietto tipo per il treno ordinario ma sui supplementi intercity ed eurostar. Evidentemente – commenta il Codacons – è in atto una manovra per spingere il governo ad aumentare le tariffe ferroviarie».
Dichiarazione di guerra anche dall`Adusbef: «Continueremo a dare battaglia. Questo nuovo paniere non ci convince: punta ad una inflazione edulcorata e lontana dalla realtà». E` immediata la reazione e la dichiarazione di guerra dei consumatori alle anticipazioni del nuovo paniere dell`Istat. «E` irreale. Peggiora la realtà dei consumi» lo boccia senza esitazioni Elio Lannutti, presidente di Adusbef, associazione aderente all`Intesa dei consumatori. E spiega, «il problema non è quello di cosa entra o esce, ma del peso che i singoli prodotti hanno sul paniere. Continuare a dire che l`Rc auto pesa per lo 0,50/0,60% invece di 5/6 punti, come è nella realtà, non esiste. E` come se l`Istat dicesse che ogni cittadino paga l`rcauto 65 euro l`anno contro i reali, e minimi, 700-750 euro».
Ovvero «la voce Rc auto non rappresneta la realtà dei consumi».
«Per noi, per l`intesa dei consumatori – conclude -, questo paniere non solo non rappresenta la realtà dei consumi ma addirittura, per certi aspetti la peggiora. Vogliamo tornare all`Rc auto? L`Istat ha inserito dei profili che peseranno solo per il 10% di tutto l`universo degli italiani» asserisce Lannutti ricordando le differenze che, ad esempio, passano tra il profilo del quarantenne senza incidenti e quello del neopatentato (che manca nel caso Istat).
«Il nuovo paniere Istat fotografa una realtà virtuale, lontana anni luce dalle tasche degli italiani». Non ha dubbi Gian Maria Fara, presidente dell`Eurispes, la riforma del paniere «è solo un timido segnale, che non aiuta a fare chiarezza». A giudizio di Fara, il cui istituto sta lavorando a un paniere «alternativo» che sarà pronto in primavera, «le associazioni dei consumatori hanno ragione a criticare la riforma Istat» promettendo battaglia: occorre «una profonda modifica non tanto delle voci, ma del loro `pesò all`interno del paniere» spiega in un`intervista all`Adnkronos.
Sul paniere interviene anche la Cisl che prende atto della «riforma» ma avverte anche la necessità di «attuare una politica d`urto» per il controllo dei prezzi e di rinnovare i modelli contrattuali, cominciando ad affrontare la questione con Cgil e Uil. Se ne fa portavoce il segretario confederale, Raffaele Bonanni che ricorda come «è un anno che il sindacato chiede la revisione del paniere dei prodotti e dei servizi. Adesso finalmente l`Istat ha comunicato che ci sarà questa revisione anche se il peso delle assicurazioni inciderà ancora in maniera inadeguata sul paniere, forse in virtù di protezioni politiche».
E c`è chi rimpiange la scala mobile: «L`inutile modifica del paniere su cui viene calcolata l`inflazione rende sempre più necessario il ripristino di un meccanismo automatico di tutela dei salari dall`inflazione». Lo dice la segreteria nazionale Rdb, secondo la quale «il paniere Istat è assolutamente slegato dalle esigenze economiche delle famiglie italiane. Questo ha prodotto negli anni un progressivo impoverimento dei lavoratori dipendenti che hanno perso dal 1993 ad oggi oltre il 25% della propria capacità di acquisto».
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