26 Aprile 2018

«Il tennis a Roma sempre più al top»

internazionali dal 7 maggio, parla binaghi della fit «aumentano gli sponsor. e il futuro è tutto nostro»
Francesca Schito La stagione sulla terra sta entrando nel vivo e gli appassionati di tutta Italia hanno già la testa agli Internazionali, in programma a Roma dal 7 al 20 maggio. Angelo Binaghi, presidente della FIT, non ha avuto problemi nel sottolineare la leggerissima flessione dei biglietti venduti per la prossima edizione: il torneo capitolino rimane però una vera e propria macchina da guerra, come dimostra il fatturato. E se davvero sarà calo dei tagliandi, lo si dovrà soltanto agli straordinari risultati ottenuti nelle scorse stagioni. «A questo livello, l’ importante è mantenersi su quelle cifre e lo stiamo facendo, la flessione è solo di qualche punto percentuale ma parliamo di un incasso stratosferico, tra gli 11 e i 12 milioni di euro, che non ha paragoni nello sport italiano, e di oltre 800.000 spettatori paganti». Quello che invece sta stupendo in questi mesi è il boom delle sponsorizzazioni. «Il deciso aumento, sia in termini numerici che di ammontare complessivo, è la vera novità di quest’ anno. Gli sponsor hanno avuto un’ impennata, la somma fra tutte le componenti, tenendo conto che crescono anche leggermente i diritti tv, fa sì che il fatturato complessivo e l’ utile previsto siano in crescita». Può confermare la scelta di piazza del Popolo per parte del torneo di prequalifica zione nonostante le grandi polemiche del Codacons? «Lasciamo perdere le polemiche, soprattutto quelle di chi cerca di entrare gratis o chiede ancora dei pass che non diamo più da tempo. Piazza del Popolo è un obiettivo che ci siamo posti, vedremo se ci riusciremo già quest’ anno oppure nei prossimi, dipende dai permessi: ci siamo già da qualche anno con i bambini, speriamo di portare delle gare ufficiali. Credo sia la migliore promozione non solo per il torneo ma per l’ intera città, uno spot che sarebbe ripreso dalle tv di tutto il mondo e farebbe girare l’ immagine di Roma e delle sue bellezze. Per le pre -quali sfioriamo i 16.000 iscritti, siamo il torneo più grande del mondo». Come cambia il pubblico con i «vecchi» big che stanno via via rallentando i loro ritmi? «Il responsabile della biglietteria, che studia il fenomeno da una decina d’ anni, è convinto che incida per buona parte il discorso climatico: quando arriva il bel tempo, la gente a Roma si sveglia e c’ è risposta al botteghino. È interessante per il futuro l’ impennata degli sponsor: stiamo vivendo una transizione tra l’ era dei grandissimi campioni e la Next Gen che si sta affermando sul palcoscenico mondiale. Le aziende stanno aumentando i loro investimenti o addirittura li realizzano per la prima volta: significa che credono nel tennis che verrà». Anche il tennis azzurro sta vivendo questa transizione. «Nelle donne c’ è una generazione che volge al termine: Vinci chiuderà a Roma, Schiavone gioca con la sua grande passione ma va per i 38 anni, resiste solo Sara Er rani visto anche il ritiro di Flavia Pennetta. Nel maschile la situazione è molto più positiva, abbiamo ancora ottimi giocatori: Fognini che è numero 20 al mondo e la punta del movimento, più tanti ragazzi che sono competitivi anche se a un livello leggermente inferiore. C’ è un nucleo di 6-8 giocatori, con Berrettini che è il più promettente, che già giocano negli Slam e sono alle porte della top 100 del ranking. Inoltre, i big sono molto logori: Djokovic, Wawrinka, Nishikori, Murray, in parte anche lo stesso Raonic». C’ è qualcosa in programma per l’ addio di Roberta Vinci? «In questo momento le nostre forze, anche mentali, sono sull’ organizzazione complessiva del torneo. Discuteremo con lei e vedremo cosa vorrà fare». Sviluppi sul possibile al lungamento del main draw a dieci giorni? «È un tema caldo, oggetto di riunioni in questi giorni. Si sta ragionando sulle condizioni fisiche dei giocatori che hanno chiesto e ottenuto di non inserire altre gare nelle settimane che avrebbero permesso l’ allargamento di Madrid e Roma a un tabellone da 64 o addirittura da 96 come Indian Wells e Miami. Avrebbe comportato un turno in più in ogni torneo e hanno chiesto di soprassedere temporaneamente». Ce lo possiamo aspettare nei prossimi anni? «Assolutamente sì, è il nostro obiettivo. Ci permetterebbe di valorizzare il torneo, aumentare il numero di appassionati: con più giorni di gara avremmo la possibilità di riempire più volte il Centrale». Può svelare qualcosa sulla location del sorteggio? «Se ne sta occupando il Coni, con l’ aiuto del presidente Malagò in prima persona. Vorremmo andare laddove non siamo ancora entrati. Lo scorso anno arrivammo all’ Arco di Costantino, quest’ anno vorremmo entrare ancora più in alto».
francesca schito

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