30 Ottobre 2007

Il tema del carovita è stato al centro delle considerazioni del presidente Giorgio Napolitano

DOPO L`ANTITRUST, anche la Procura di Roma ha deciso di vederci chiaro sul caro-pasta

DOPO L`ANTITRUST, anche la Procura di Roma ha deciso di vederci chiaro sul caro-pasta, mentre il petrolio e la benzina continuano a bruciare un record dopo l`altro: il Brent ieri ha sfondato la soglia storica di 90 dollari a barile e il greggio quotato a New York ha toccato il nuovo record storico a quota 93,50 dollari. Il tema del carovita è stato al centro delle considerazioni del presidente Giorgio Napolitano, che ha attribuito gli aumenti alle speculazioni e non al supereuro, che non è ? ha detto ? “il grande male“. Il fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Nello Rossi è senza ipotesi di reato e senza indagati, ma sono bastati gli articoli di stampa sui rincari della pasta applicati a partire da settembre per avviare un`indagine. L`apertura dell`inchiesta è considerata dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori una vittoria. “Siamo pronti a costituirci parte civile in rappresentanza della categoria dei consumatori ? afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi ? Gli aumenti dei prezzi della pasta avvenuti in queste ultime settimane sono ingenti, e arrivano al 22% per un kg di penne e addirittura al 27% per un kg di spaghetti. Il nostro auspicio è che la Procura vada avanti con le indagini individuando i responsabili delle speculazioni che danneggiano i cittadini“. “L`apertura di un`indagine ? commenta la Coldiretti sulla base di un recente sondaggio ? è ben accolta da quasi 4 cittadini italiani su 10, che temono fortemente i rincari, con il 37% che arriva addirittura a chiedere un intervento pubblico per calmierare i prezzi degli alimenti“. DAL SONDAGGIO emerge “una forte preoccupazione per il mancato governo della situazione dovuto alle scelte della politica che favorisce il mantenimento di inefficienze nelle filiere, per poi scaricarle a monte sulla produzione e a valle sui consumatori“. Non è un caso, osserva la Coldiretti, che nel 2007 si sia verificata “una riduzione record del 4,5% negli acquisti domestici“. I valori record, per la pasta di semola di grano duro, si registrano in Lombardia, con variazioni fino al 50% nelle varie città, “da 1,48 euro al chilo a Milano fino a 0,93 euro di Palermo“. A Roma il prezzo medio “è di 1,25 euro al chilo, superiore a quello rilevato a Napoli (1,1 euro) e a Bologna (1,2 euro), ma non a Firenze (1,37 euro)“. D`ALTRA PARTE non si può nemmeno imputare all`euro gli aumenti in corso, ma bisogna fare un`analisi seria di quelle che sono state le speculazioni da un lato e le debolezze del sistema dall`altro. E` stato netto, ieri, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel puntualizzare che l`euro non è il “grande male“. “I commenti negativi sono basati su false premesse“, ha spiegato Napolitano parlando a un`iniziativa sull`Europa. “Non è vero che il costo della vita è aumentato per colpa dell`euro ma per tante altre ragioni. In altri Paesi, infatti, non è accaduto. Bisogna vedere ciò che c`è di speculazione e di insufficienza delle nostre strutture“.

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