22 Ottobre 2001

Il telefonino che va usato solo in caso d?emergenza

ESPERIMENTO DEL CODACONS
Senza telefonino per quindici giorni:
ed è crisi di astinenza

«Le onde elettromagnetiche sono nocive per la salute, ma il vero nemico è il telefonino che va usato solo in caso d?emergenza». Messaggio forte e chiaro, quello lanciato da Villa Arbusto a Lacco Ameno, dove il Codacons ha tenuto un meeting internazionale sull?elettrosmog, all?insegna dello spot «una sola scienza, una sola verità». Tra scienza e coscienza, innalzando la bandiera del principio della massima cautela, il confronto voluto dall?avvocato Carlo Rienzi, presidente del coordinamento di associazioni che tutelano i diritti dei consumatori, ha provato a far leva sulla prossime scelte del Governo, in attesa che si acceleri l?iter per l?emanazione dei decreti attuativi della legge quadro di settore. «Abbiamo ereditato dal precedente governo i 25 mila miliardi per il rilascio delle licenze Umts, e l?immobilismo non serve, né agli operatori né agli utenti: i parametri della legge sono restrittivi, ma i risultati in nostro possesso dimostrano una non strettissima correlazione tra le onde elettromagnetiche e i casi di leucemia, ad esempio», ha detto il sottosegretario alle Telecomunicazioni, Giancarlo Innocenzi. «Comunque siamo impegnati – ha aggiunto – ad ascoltare le risposte della Commissione ad hoc insediata dai ministeri dell?Ambiente, Salute e Telecomunicazioni, prima di decidere, ovviamente in maniera obiettiva: ma non esiste una sola scienza e una sola verità».

Polemiche aperte e speranze dietro l?angolo. «Se si vuole il parere della comunità scientifica – ha replicato Rienzi – nell?interesse non solo dell?industria, ma anche di tutti i cittadini, allora è necessario che della Commissione facciano parte i rappresentanti di quella scienza che chiede massima precauzione». Su questo fronte c?è Fiorenzo Marinelli, ricercatore di citomorfologia al Cnr di Bologna, che ha ricordato come «gli attuali sistemi di telecomunicazioni non sono biocompatibili, ma genotossici perché modificano le cellule a livello genetico, e provocano alterazioni che sono tanto più rapide quanto maggiore è la sensibilità individuale». Tesi ribadite da Neil Cherry della Lincoln University della Nuova Zelanda e dagli studiosi radunatisi ad Ischia: l?inglese Gerard Hyland ha illustrato i danni che i cellulari provocano ai bambini; Livio Giuliani ha rilevato che «deboli campi elettromagnetici possono indurre modifiche nella materia».

Intanto emerge una curiosità, grazie ad un esperimento effettuato dal Codacons su un campione di 300 volontari, metà donne e metà uomini, tra i 20 e i 60 anni. Sono stati privati per 15 giorni del cellulare. Una astinenza forzata che ha indotto, nel 70 per cento delle «cavie», modificazioni nel comportamento: in 48 hanno mostrato addirittura rifiuto di approcci sessuali, tristezza, noia, scoramento, apatia, mancanza di fame e svogliatezza.

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