2 Maggio 2005

Il tasso di insolvenza è sceso sotto il 4%

Il tasso di indebitamento degli emilianoromagnoli, vale a dire il rapporto tra le consistenze dei prestiti alle famiglie e il reddito disponibile lordo, pur rimanendo al di sotto della media nazionale, continua a crescere: secondo i dati del Centro statistiche di Unioncamere, dal 6,9% di dicembre 2003 ( contro l` 8,6% italiano) si è arrivati al 17,6% di settembre 2004 ( contro il 18,4% nazionale).
Ma perché si indebitano le famiglie emiliano romagnole? Sono più povere o, spinte anche dalla situazione congiunturale, si accostano a nuove forme di pagamento poco sperimentate prima? Le posizioni in merito sono decisamente contrastanti.
Gli istituti finanziari vedono nella crescita del credito al consumo un cambiamento decisivo nelle modalità di approccio ai prestiti. « Si è arrivati anche in Emilia Romagna ? sostiene Mario Fiumara, direttore regionale di Unicredit banca? a una maggiore maturità e cultura finanziarie, quelle che già hanno nel resto d`Europa: i consumatori hanno capito che possono acquistare qualcosa anche se solo in un secondo momento sarà raggiunta la liquidità sufficiente » . Ma in questo nuovo atteggiamento ha comunque giocato la sua parte la situazione economica nazionale e internazionale degli ultimi anni. « Senz`altro l`incertezza pensionistica e il clima generale di instabilità ? continua Fiumara ? portano il cliente a non vendere prodotti finanziari: si preferisce ricorrere al credito per non toccare i fondi bloccati » .
Nonostante le posizioni contrastanti, i dati dell`osservatorio Crif sull`evoluzione della rischiosità del credito al consumo danno qualche indicazione in più, perché il tasso di sofferenza e di insolvenza grave delle famiglie in Emilia Romagna non è aumentato: se a giugno 2003 si era attestato attorno al 4,3%, a giugno 2004 è sceso al 3,9 per cento. « Non è vero che le famiglie? sostiene Ramona Rabbi, analista finanziaria di Crif ? fanno fatica a onorari i debiti contratti: la crescita dell`indebitamento è frutto di una diversa gestione del budget, piuttosto che la conseguenza di un generale impoverimento. E infatti il livello di rischio si presenta mediamente su valori inferiori al dato nazionale e l`Emilia Romagna si posiziona al sesto posto della graduatoria regionale per migliore qualità del credito » .
Invece per Bruno Barbieri, presidente del Codacons Emilia Romagna, non ci sono dubbi: « Senza fare debiti ? dice ? non si riuscirebbe a far fronte alla spesa.
Alla quarta settimana del mese gli acquisti crollano in modo vertiginoso: le famiglie non hanno più soldi, soprattutto se hanno la rata del mutuo da pagare » .

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