Il Tar: scuole aperte decidono i dirigenti quanti allievi entrano
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fonte:
- Il Mattino
LA SENTENZA Adolfo Pappalardo E siamo a due. A distanza di poche ore una nuova ordinanza del Tar impone l’apertura delle scuole. Prima quella per le medie da lunedì, ieri anche per le superiori da aprire il primo febbraio. «Sui ricorsi al Tar, al di là di qualche stupidaggine raccontata, il 25 riaprono scuole primarie come avevamo previsto. Poi dal 1 febbraio iniziamo l’attività per le secondarie inferiori e superiori. Era proprio quello che volevamo ottenere», cerca di parare il colpo il governatore De Luca ieri nel corso della sua consueta diretta settimanale. IL CASO A presentare il ricorso sono state il Codacons e 4 giovani professioniste salernitane che da settimane si battono per il rientro in classe. così il primo febbraio secondo i magistrati amministrativi scatta «il rientro in presenza della percentuale minima- degli studenti delle scuole secondarie superiori». Alla Regione l’obbligo di predisporre «le misure attuative individuate dal Dpcm per l’effettiva e sostenibile fruibilità dei servizi scolastici in presenza, ovvero la definizione delle percentuali minime e massime di studenti in presenza e le misure di sostegno al trasporto pubblico per consentire la mobilità scolastica in presenza». La decisione è della quinta sezione del Tar della Campania, presidente Maria Abbruzzese, che ha accolto il ricorso contro le ordinanze del presidente De Luca, che però non vengono immediatamente sospese proprio perché al momento, si legge, «non vi sono evidenze circa l’effettivo apprestamento delle necessarie misure». «Si è affermata la centralità del diritto allo studio e alla frequenza scolastica, con la prevalenza dello Stato nella determinazione dei livelli minimi di servizio pubblico essenziale», esulta intanto il Codacons della Campania che ha costretto palazzo santa Lucia ad adeguarsi. Da qui l’ordinanza regionale, ieri sera, che si allinea alle decisioni dei giudici. Con le scuole medie che riapriranno «salvo diverse valutazioni dei sindaci o dei dirigenti scolastici». Con quest’ultimi che «dovranno comunque certificare la sussistenza delle condizioni e requisiti di sicurezza sanitaria prescritti». Mentre dopo sette giorni c’è il via libera per le scuole superiori ma con una riduzione della presenza. L’ordinanza infatti demanda ai dirigenti scolastici «l’individuazione della percentuale di studenti in presenza (tra il 50 e il 75 per cento), con espressa raccomandazione ad adottare un criterio prudenziale, fine di minimizzare i contagi». Previste anche disposizioni per servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e per il coinvolgimento della protezione civile presso i plessi scolastici per evitare gli assembramenti. IL GOVERNATORE De Luca dal canto suo incassa e fa buon viso a cattivo gioco anche se traspare la sua irritazione per una decisione comunque imposta dai giudici. «Le attività nelle superiori riprendono il 1 febbraio per poter avviare anche lo screening sul personale scolastico, faremo tamponi antigenici rapidi. Domani (oggi, ndr) faremo una riunione operativa, abbiamo più di 300mila test da utilizzare», spiega ieri pomeriggio prima di levarsi un sassolino dalla scarpa. Perché «chi fa i ricorsi contro la Dad lo fa prescindendo completamente dall’epidemia Fanno i ricorsi – attacca – come se l’epidemia non esistesse». In mezzo una frecciata alla titolare dell’Istruzione «Mentre la valorosa ministra Azzolina continuava a ripetere che apriremo tutte le scuole il 7 gennaio la Campania, insieme con la stragrande maggioranza delle Regioni, ha preso un’altra decisione: riapriamo le scuole in base a una valutazione delle condizioni di sicurezza. Avevamo l’obiettivo – ripete l’ex sindaco di Salerno – di scavallare gennaio per verificare se l’epidemia due tre settimane dalle festività natalizie, riprendeva oppure si manteneva in proporzioni controllabili. Non c’era nessuna particolare malvagità quando abbiamo deciso di prenderci il mese di gennaio». Ma De Luca, siamo sempre nella sua ora di diretta social, ne approfitta anche per mandare un altro paio di frecciate verso il governo e la struttura commissariale. «Si conferma che la riforma più urgente del Paese è quella relativa alla riapertura dei manicomi. Il termine di paragone per l’Italia non sono gli altri Paesi del mondo, ma – attacca riferendosi al voto in Senato – i circhi equestri, il Cirque du soleil». Poi contro Arcuri: «Stiamo discutendo con commissario Arcuri come garantire copertura dei richiami. Qualcuno sbagliando e provocatoriamente ha detto Campania non ha accumulato le scorte: è un’idiozia basta manfrine. Altrimenti – minaccia tuteleremo in tutte le sedi e chiederemo invalidazione piano distribuzione approvato venti giorni fa». I DATI Intanto il bollettino di ieri certifica 1.106 nuovi casi su 13.834 tamponi. nuovi decessi sono 46 ma, ed è una notizia confortante, i guariti sono 10.105 per un totale pari a 146.113 Ma l’attenzione rimane alta per nuove emergenze. ieri sera una nuova ordinanza della Regione prevede come le persone che si sono recate o si recheranno in Gran Bretagna, Brasile e Sudafrica, per comprovati motivi di lavoro, si segnalino alle Asl territorialmente competenti. che, «in ragione della disponibilità di vaccini, vengano inseriti nei piani vaccinali».
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