8 Aprile 2016

Il Tar sbatte fuori l’«okkupatore» Pd Addio alla sede storica dei Giubbonari

Il Tar sbatte fuori l’«okkupatore» Pd Addio alla sede storica dei Giubbonari

• Morosi, ma soprattutto abusivi. Per la precisione, «senza titolo». Il commissario straordinario di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, ormai erettosi a – efficace – giustiziere di Affittopoli, va a colpire il bersaglio grosso. E il Tar gli da’ ragione. Così stavolta si rischia il terremoto politico. Il Partito Democratico deve andare via, deve lasciare la storica sede di via dei Giubbonari, dietro Campo de’ Fiori. Il Partito Comunista Italiano la ottenne dal Comune di Roma nel 1946, all’ indomani dellavittoria della Resistenza, una sorta di «trofeo» di guerra, dato che negli anni precedenti era occupata dalla Casa del Fascio di Roma. Ma sono passati 70 anni, i tempi sono cambiati e i cittadini non ammettono più regali alla politica, a maggior ragione se ormai divenuti di governo. Non bastano le foto nostalgiche di Gramsci e Berlinguer, i manifesti di Che Guevara e il busto di Giorgio Napolitano in bella mostra a fermare la scure della legalità. Il Pd di Matteo Renzi e Matteo Orfini secondo il Tar del Lazio – che ha dato il via libera allo sfratto ordinato dal Campidoglio a dicembre – non aveva una regolare concessione per occupare un immobile di proprietà comunale, tra l’ altro di un certo pregio. E, oltretutto, era pure moroso: ben 100mila euro che ancora pesano sul groppone dei conti Dem, nonostante i 20mila euro versati come anticipo del piano di rientro che lo stesso Orfini aveva concordato con l’ ex sindaco Ignazio Marino, prima di ordinarne la sfiducia notarile. Una specie di legge del contrappasso, poiché ora sono altre carte bollate a mandare via il Pd da un immobile capitolino. BOLLETTINI AL PDS C’ è da dire che, tecnicamente, nella vicenda emerge anche una certa «sciatteria amministrativa» da parte degli uffici capitolini, definizione utilizzata dal Pd Centro Storico nel ricorso al Tar fin qui perso. Secondo quanto si evince proprio dal testo elaborato dai legali Dem, i bollettini per il pagamento dell’ affitto sarebbero addirittura ancora intestati al Pds, ormai sciolto nel 1998 prima in favore dei Ds e poi del Pd. D’ altronde, se non vi fossero stati disordine e «sciatteria» in Campidoglio, Affittopoli non si sarebbe mai verificato. «Ora faremo ricorso al Consiglio di Stato – afferma con decisione la segretaria del circolo Centro Storico, Giulia Urso – e confidiamo in una nuova sospensiva. Crediamo di avere diritto di restare in via dei Giubbonari. La sede non ci è stata tolta per la morosità, ma per questioni burocratiche che rischiano di uccidere la politica». Poi la Urso va giù pesante: «Quella di cacciarci è una scelta politica, senza se e senza ma. E chi prende questa strada non può nascondersi dietro la burocrazia e le carte bollate». PARTITO SOTTO SFRATTO Un duro colpo quello subito dal Pd Roma. A poco servono le giustificazioni del presidente e commissario romano, Matteo Orfini, che già da mesi parla di «situazioni irregolari a cui stiamo ponendo rimedio rifondando il partito». «Il mancato rispetto della sentenza è un pessimo segnale per i cittadini», faceva notare ieri il presidente Codacons e candidato sindaco Carlo Rienzi, sottolineando che il Pd ovviamente aspira a governare Roma e ripristinare la legalità. Eppure i Dem ora dovranno difendere i propri circoli dallo sfratto. Appena cinque giorni fa abbiamo raccontato dei sigilli apposti dalla Polizia Locale alla sede di Villa Gordiani, morosa, senza titolo e appoggiata a un’ associazione ad hoc per ottenere un affitto ribassato dell’ 80%. Ci sono altre sedi che si trovano all’ interno di immobili di proprietà dell’ Ater, azienda della Regione Lazio, verso la quale il Pd è moroso per più di 600 mila euro (195 mila maturati dal solo circolo di Garbatella), frutto dei debiti accumulati nel tempo dai tanti circoli che usufruiscono dei locali regionali, come quello di via di Grotte di Gregna, tra via Togliatti e via Tiburtina, anche questo come Villa Gordiani e Centro Storico selezionato come seggio per le primarie del 6 marzo scorso. E gli altri partiti? C’ è una sede di Sel a Tor Tre Teste che rischia lo sfratto e una di Rifondazione Comunista in zona Testaccio. A forte rischio anche la storica sezione Msi di Colle Oppio, oggi ereditata da Fratelli d’ Italia.
 

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