4 Maggio 2019

IL TAR SALVA L’ ESCLUSIVA DEI RADIOTAXI

IL VINCOLO di esclusiva tra le organizzazioni di radiotaxi ed i tassisti aderenti non è provato che sia lesivo della concorrenza. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, dopo una sospensiva di tre mesi, con le cinque sentenze gemelle dello scorso 29 aprile, nelle quali ha accolto i ricorsi presentati dalle organizzazioni di radiotaxi contro i provvedimenti emessi la scorsa estate dall’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Lo scorso 9 luglio 2018, l’ Agcm aveva difatti statuito che le clausole di esclusiva pattuite nei contratti che disciplinano i rapporti tra radiotaxi e tassisti aderenti costituiscono “reti di intese verticali” restrittive della concorrenza e pertanto in aperta violazione dell’ articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’ Unione Europea. Secondo l’ Autorità queste clausole -che vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa ad un singolo radiotaxi- determinano una chiusura del mercato, ostacolando l’ accesso a nuovi operatori (come l’ app Mytaxi). Per porre fine a tale violazione delle norme in materia di concorrenza, il Garante aveva imposto l’ eliminazione delle clausole di esclusiva dai regolamenti interni in modo da consentire ai tassisti di poter ricevere chiamate sia dalla centrale radio sia dalle nuove app come Mytaxi. Questo l’ esito dell’ istruttoria dell’ Autorità, sollecitata proprio da MyTaxi. Ma il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento, giudicandolo viziato sotto il profilo del difetto di istruttoria e della motivazione per aver affermato la portata anticoncorrenziale delle clausole di esclusiva senza svolgere puntuali accertamenti in ordine agli effetti anti-competitivi delle stesse. Secondo il Tar del Lazio non vi sarebbe difatti prova che le intese verticali abbiano precluso la crescita di MyTaxi nel mercato. In altre parole, se l’ app Mytaxi non è riuscita a decollare, non dipende dalle clausole di esclusiva dei radiotaxi. Il Codacons ha definito le pronunce “contro i principi della sana concorrenza”. Ciò che bisogna considerare, tuttavia, è che il Tar del Lazio non ha preso una chiara posizione sulla liceità delle clausole di esclusiva rispetto alla normativa in materia di concorrenza, limitandosi a sostenere che l’ Agcm non avrebbe compiuto una corretta istruttoria. Tuttavia pare innegabile che la pluralità dei sistemi di chiamata permetterebbe di moltiplicare l’ offerta e di facilitare l’ accesso al servizio e, pertanto, che le clausole di esclusiva nei contratti con i radiotaxi costituiscano un effettivo ostacolo all’ ingresso di operatori concorrenti (a danno degli utenti). Come avvenuto in molti altri paesi si ritiene che il settore dei taxi dovrebbe aprirsi alla concorrenza e alle novità introdotte dalla moderna tecnologia.

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