6 Aprile 2017

Il Tar rinvia sui vaccini e vuole lumi

Il Tar rinvia sui vaccini e vuole lumi

SUI vaccini obbligatori per i bimbi del nido il Tar rimanda la decisione e fissa una nuova camera di consiglio per il 13 giugno. Per esprimersi sui ricorsi presentati contro la legge regionale che istituisce l’ obbligo di vaccinare i figli per iscriverli al nido, il tribunale amministrativo chiede una relazione al ministero della Salute. Il punto dolente è la vaccinazione contro la difterite, che attualmente non è disponibile in dose singola, ma solo combinata con altre 5 vaccinazioni in una esavalente, che però comprende anche vaccinazioni non obbligatorie. Il Tar chiede al Ministero quindi di chiarire gli ambiti di competenza delle diverse autorità (tra lo stesso ministero, le Regioni, l’ istituto superiore di Sanità e l’ Aifa, cioè l’ agenzia del farmaco) e di capire di chi sia la competenza per «la gestione e il controllo della effettiva disponibilità per i cittadini della vaccinazione antidifterica». Nei documenti presentati ai giudici martedì dal presidente del Codacons, l’ avvocato Carlo Rienzi, e dall’ avvocato Matteo Pavanetto che rappresenta 22 famiglie di Rimini, emergeva infatti che il ministero aveva già diversi anni fa sollecitato le Regioni a «provvedere all’ importazione del vaccino dallo Statens Serum Institut». Ma la Regione ha sostenuto di «non avere alcun ruolo in questo, mentre sono l’ Aifa e il ministero della Salute a poter affrontare il tema con l’ industria per giungere alla immissione in commercio di un vaccino tetravalente». Ora il Tar vuole vederci chiaro: di chi è la responsabilità di cercare il vaccino contro la difterite che oggi manca in dose singola? Per rispondere alla domanda il ministero ha 45 giorni dopodiché i giudici decideranno. Intanto i “contendenti” leggono questo provvedimento con due prospettive opposte. Il Codacons festeggia dicendo: «I giudici non hanno rigettato le nostre tesi, vogliono chiarezza e intanto nessun bambino nonvaccinato potrà essere rifiutato da scuole e asili». L’ assessore regionale Sergio Venturi invece guarda l’ altra faccia della medaglia. «Siamo soddisfatti, non c’ è stato alcuno stop alla nostra legge regionale, né è stato messo in discussione l’ obbligo vaccinale – dice Venturi -. Al momento sulla base delle licenze attuali è possibile reperire singolarmente 3 dei 4 vaccini obbligatori, ma non la difterite e possono essere solo il Ministero e le autorità sanitarie nazionali a intervenire per avere nuove e diverse produzioni, non la Regione». Questa la linea delle due parti in causa, mentre il governatore Stefano Bonaccini rivendica la validità del provvedimento e dichiara: «Se tornassimo sopra il 95% di copertura vaccinale, oggi siamo al 93,5%, potremmo togliere l’ obbligo». (e. c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Richiesta di chiarimenti al Ministero sulle competenze e sui sieri realmente necessari.
 

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