Il Tar ribalta tutto e riapre Ma tra Bari e Lecce giudici divisi
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- Quotidiano di Puglia
Paola COLACI Tre decreti nel giro di poche ore. Con il primo il Tar di Lecce respinge la richiesta di annullamento dell’ ordinanza di chiusura delle scuole avanzata da alcuni genitori di alunni salentini. Con gli altri due, entrambi emessi dal Tar di Bari e con analoghe motivazioni, si accolgono invece i ricorsi presentati dal Codacons di Lecce e da un altro gruppo di genitori. E alla fine, a prevalere è la decisione dei giudici amministrativi della sezione barese. Da lunedì, dunque, gli studenti delle elementari e delle medie potranno tornare in classe. Ma già nella serata di ieri una nuova ordinanza firmata dal governatore Michele Emiliano ha previsto la riapertura delle scuole, pur garantendo ai genitori la libertà di scegliere per i figli lezioni in presenza o didattica a distanza. Ma tant’ è. Se per il Tar di Lecce il diritto alla salute prevale persino sul diritto allo studio, i giudici baresi ieri non hanno avuto dubbi. In tutta Italia, comprese le Regioni in zona rossa ad alta criticità, è prevista la didattica in presenza nelle scuole elementari e medie. E non ci sono ragioni particolari per le quali la Regione Puglia non debba allinearsi alle decisioni nazionali in materia di istruzione. Il sistema scolastico pugliese, inoltre, è inadeguato ad attivare subito la Dad. Con queste motivazioni il Tar Puglia ha, dunque, accolto i ricorsi presentati dal Codacons di Lecce rappresentato e difeso dall’ avvocato Luisa Carpentieri e dal gruppo di genitori leccesi rappresentati dall’ amministrativista Pietro Quinto. Per la Terza Sezione, presieduta dal giudice Orazio Ciliberti, cha ha sospeso il provvedimento di chiusura: L’ ordinanza del Presidente della Regione Puglia con cui è stata disposta la didattica integrata per tutte le scuole di ogni ordine e grado sul territorio regionale, ad eccezione dei servizi per l’ infanzia, interferisce, in modo non coerente, con l’ organizzazione differenziata dei servizi scolastici disposta dal sopravvenuto Dpcm del 3 novembre scorso. Nuovo Decreto che, come si legge nell’ ordinanza del Tar, colloca la Puglia tra le aree a media criticità (le zone arancioni). Ma persino per le aree ad alta criticità (le zone rosse) prevede la didattica in presenza nelle scuole elementari. Ciò detto, dunque, secondo i giudici non ci sono motivi per i quali le elementari e le medie in Puglia debbano continuare a restare chiuse. A ciò, a parere del Tar si aggiunge un elemento tutt’ altro che irrilevante e che riguarda nello specifico il sistema della Didattica a distanza (Dad). In Puglia molte scuole e molti studenti non sono sufficientemente attrezzati per la didattica digitale a distanza – si legge ancora nel decreto – L’ ordinanza della Regione si traduce in una sostanziale interruzione delle attività didattiche e dei servizi all’ utenza scolastica. Il rilevato profilo di inadeguatezza del sistema scolastico pugliese ad attivare subito la Dad costituisce ragione di urgenza per disporre la misura cautelare. Soddisfatto il Codacons di Lecce. «Speriamo ora che la Regione Puglia voglia adeguatamente riconsiderare la propria posizione allineandosi ai complessi parametri fissati dal Governo, consentendo agli studenti salentini la regolare ripresa della didattica. Vogliamo che sia tutelato l’ interesse degli studenti alla prosecuzione di una didattica che se persa sarà persa per sempre senza possibilità di recuperare la situazione così come vogliamo la tutela della salute dei ragazzi attraverso la rigorosa applicazione dei protocolli di sicurezza sia all’ interno che all’ esterno delle strutture scolastiche». Stessa soddisfazione manifestata dall’ avvocato Quinto. «Per effetto dei decreti ha dichiarato l’ amministrativista l’ ordinanza del presidente Emiliano non è più operativa sull’ intero territorio regionale. La conseguenza è che da lunedì in tutte le scuole elementari e medie di primo grado potranno svolgere l’ attività didattica in presenza tutti i bambini della Puglia. Era infatti un assurdo giuridico e anche logico che in tutta l’ Italia, indipendentemente dalle fasce individuate dal Dpcm in relazione al rischio epidemiologico, i bambini potessero frequentare le scuole, mentre in Puglia ciò era impedito dall’ ordinanza del governatore, che aveva messo in crisi tutte le famiglie, chiamate a disimpegnare una attività difficilmente praticabile». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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