17 Gennaio 2019

Il Tar ordina ai ministeri “Informate i cittadini dei rischi da telefonino”

Entro sei mesi i ministeri dell’ Ambiente, della Salute e dell’ Istruzione devono lanciare una campagna informativa «rivolta all’ intera popolazione» sui rischi per la salute legati all’ uso dei cellulari. Lo ha stabilito il Tar del Lazio, accogliendo parzialmente un ricorso proposto dall'”Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’ Elettrosmog”. I tre ministeri hanno dunque tempo fino a metà luglio per correre ai ripari. Come? Ancora non è chiaro. Giulia Grillo (Salute), Marco Bussetti (Istruzione) e Sergio Costa (Ambiente) metteranno in piedi un «tavolo congiunto» per rispondere al richiamo all’ ordine arrivato dal Tar. Per il momento si limitano a «recepire con favore la decisione dei giudici, convinti della necessità di sensibilizzare l’ opinione pubblica e promuovere misure di prevenzione». Difficile che si arrivi a quanto chiesto dal Codacons in un altro ricorso al Tar, e cioè degli avvisi sui cellulari simili a quelli che da anni campeggiano sui pacchetti di sigarette. I campi elettromagnetici Tema spinoso, quello dei possibili danni alla salute causati dai telefonini, su cui da vent’ anni la scienza indaga senza arrivare a conclusioni definitive. Secondo la più recente pronuncia dell’ Oms finora «non sono stati provati effetti avversi».E tuttavia il gruppo di esperti dell’ International Agency for Research on Cancer (Iarc) dell’ Oms ha classificato nel 2011 i campi elettromagnetici a radiofrequenza quali «possibili cancerogeni». Ci sono dunque «alcune indicazioni di un aumento del rischio di glioma» (una forma di tumore al cervello) per i super-utenti che stanno per ore e ore al giorno al telefono. La raccomandazione degli esperti è dunque ridurre le ore di esposizione, usare gli auricolari e prestare attenzione a bambini e adolescenti. È probabile che la campagna del governo verterà sui principi chiave condivisi anche dal responsabile di Medicina del lavoro del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Roberto Moccaldi: gli smartphone vanno utilizzati «solo per il tempo necessario, senza eccedere». Perché alcuni effetti negativi sono già noti e accertati, come il surriscaldamento dei tessuti cerebrali e i potenziali danni ai muscoli e tendini delle mani. Per i bambini la Società italiana di pediatria ha evidenziato rischi per lo sviluppo cognitivo, il sonno e il metabolismo. Con relativo decalogo che prevede l’ assoluto divieto fino a due anni, un’ ora al giorno fino a 5 anni e due ore da 5 a 8 anni. “Una sentenza rivoluzionaria” «È stato riconosciuto un diritto a essere informati, ed è il primo passo per ridurre le esposizioni», commenta Fiorella Belpoggi, direttrice area ricerca dell’ Istituto Ramazzini di Bologna, che ha già lanciato una campagna informativa dal titolo “Il telefonino toglitelo dalla testa”. «Il rischio percentuale di tumori è basso, ma coinvolge praticamente tutti. Per questo con 200 scienziati abbiamo chiesto allo Iarc di elevare il livello di rischio cancro da possibile a probabile». «Dobbiamo fare in modo che i cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo tabacco o il prossimo amianto, cioè rischi conosciuti e ignorati per decenni», conclude Belpoggi. «Una sentenza rivoluzionaria», festeggiano i legali dell’ associazione per la Lotta all’ Elettrosmog. «Vigileremo che la campagna prenda il via e proseguiremo nelle nostre battaglie, come quella nei confronti del 5G», dice la presidente Laura Masiero. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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