Il Tar non sospende i Monti bond Bankitalia: «Noi tiriamo dritto»
Matteo Palo ROMA L’ EMISSIONE dei Monti bond a favore del Monte dei Paschi di Siena supera l’ ostacolo del ricorso al Tar Lazio del Codacons. Almeno per ora. Il tribunale amministrativo, nell’ udienza di ieri mattina, non ha concesso la sospensione iimediata dell’ emissione del prestito da 3,9 miliardi di euro a favore della banca, chiesta dall’ associazione dei consumatori. Che, adesso, annuncia ulteriore battaglia. «AL TERMINE dell’ udienza davanti al presidente della III sezione del Tar del Lazio, la misura cautelare immediata chiesta dal Codacons per ottenere la sospensione del procedimento per la sottoscrizione dei cosiddetti Monti bond del Monte Paschi di Siena non è stata concessa», si legge in una nota della Banca d’ Italia. Che annuncia, poi, di essere intenzionata a portare subito avanti la procedura nei tempi più rapidi. Il Codacons, dal canto suo, spiega che la sentenza non c’ è stata e il tribunale amministrativo ha fissato una nuova udienza per il 20 febbraio prossimo, in attesa di consultare tutti gli incartamenti necessari a prendere una decisione. Le possibilità di bloccare l’ erogazione della somma resterebbero quindi intatte, come resta sul piatto anche la richiesta di un maxi risarcimento a Bankitalia pari all’ ammontare della sottoscrizione dei bond (3,9 miliardi), per «omessa vigilanza». Il prestito violerebbe il divieto di aiuti di Stato. Addirittura l’ associazione rilancia, per bocca del suo presidente Carlo Rienzi, secondo il quale Banca d’ Italia non avrebbe depositato tutta la documentazione necessaria entro la giornata di ieri, come ordinato dal Tar. «Questo atto di Bankitalia ? secondo Rienzi ? è una grave carenza di trasparenza che comporta la richiesta di dimissioni del governatore» Ignazio Visco. LA QUESTIONE, comunque, non pare chiusa nemmeno per Palazzo Koch. Dopo la discussione del provvedimento cautelare (che serve ad emanare misure d’ urgenza), infatti, ci sarà un processo vero e proprio, nel quale «Banca d’ Italia ha chiesto il rigetto del ricorso per la sua inammissibilità e infondatezza e la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricorso», spiega via Nazionale. E rimanda anche al mittente le accuse di scarsa trasparenza, esprimendo piena disponibilità a consegnare al presidente del Tar del Lazio il documento sul prestito a Mps, «nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili». Cavilli giuridici a parte, la sostanza a questo punto cambia poco. La strada dei Monti bond, salvo improbabili colpi di scena, appare spianata. Il prestito da 3,9 miliardi di euro, con l’ utilizzo di quelli che la legge definisce «nuovi strumenti finanziari», pare destinato a entrare molto presto nelle casse della banca.
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