2 Aprile 2011

Il Tar: no election day, date diverse per referendum e amministrative

Il Tar: no election day, date diverse per referendum e amministrative
 

ROMA – Via libera del Tar del Lazio alle consultazioni separate per amministrative-referendum, fissate rispettivamente per il 15-16 maggio e il 12-13 giugno prossimi. I giudici amministrativi hanno infatti respinto le richieste con le quali il Codacons e il suo ‘ Comitato promotore dei referendum ambientali e per il diritto ad esprimersi nelle consultazioni referendarie di giugno 2011" sollecitavano l’ accorpamento delle due consultazioni in un ‘ Election Day’ . La questione, comunque, è ancora di là dal dirsi conclusa. Il Codacons ha già anticipato che appellerà al Consiglio di Stato la decisione del Tar; e davanti ai giudici amministrativi di secondo grado solleverà anche questione di legittimità costituzionale della legge sui referendum «perché – dice il presidente Carlo Rienzi – attribuisce al governo il potere di stabilire la data di celebrazione dei referendum su leggi da lui stesso varate. E’ un chiaro conflitto d’ interessi». Ma ci sarà anche un altro passaggio davanti al Tar del Lazio, dove sono pendenti due ricorsi sullo stesso argomento proposti dall’ Idv Di Pietro e dal ‘ Comitato promotore per il si ai referendum per l’ acqua pubblicà. Il prossimo 7 aprile, l’ udienza di discussione. Sul tema del possibile non raggiungimento del quorum per rendere valido il referendum, il Codacons nel suo ricorso sostiene che il non accorpamento elettorale vanificherebbe i referendum di giugno, anche perché «durante la seconda Repubblica, nessuno di quelli tenutisi a giugno ha mai raggiunto il quorum». I giudici hanno fatto proprie le argomentazioni della Corte costituzionale secondo la quale è attribuito al Consiglio dei ministri un ampio potere di valutazione «sia in ordine al momento di indizione del referendum, sia per quanto attiene alla fissazione della data della consultazione referendaria, ponendo quale unico limite indeclinabile che le relative operazioni di voto si svolgano tra il 15 aprile e il 15 giugno». Non solo; hanno sostenuto anche come non rientri nella competenza di un ‘ Comitato’ promotore di referendum «in assenza di situazioni eccezionali, la pretesa di interferire sulla scelta governativa». Sul fatto che il non accorpamento comporterebbe un aggravamento della finanza pubblica, per il Tar, il Codacons non può farci nulla in quanto l’ ordinamento «non prevede alcuna azione popolare al riguardo».

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