18 Febbraio 2005

Il Tar: no alla sospensiva della legge antifumo

Il Tar: no alla sospensiva della legge antifumo
Soddisfatto il ministro: «Una risposta al di là delle attese, dagli italiani un segnale di grande civiltà»

ROMA – Rimane in vigore il decreto sul divieto di fumo nei locali pubblici del ministro Sirchia: il Tar del Lazio, infatti ha respinto ieri la richiesta di «sospensiva» del provvedimento, contenuta nel ricorso della società Diamante, che gestisce una sala Bingo di Bergamo.
La società aveva impugnato sia il decreto legge n.266 del 9.11.2004, che aveva stabilito il divieto, sia la circolare attuativa del 17 dicembre che, secondo la società ricorrente, ha «imposto di fatto ai gestori dei locali di svolgere ?funzioni di polizia? all`interno dei propri esercizi al fine di garantire l`applicazione dei divieti».
Soddisfatta, ovviamente, la reazione del ministro Sirchia per il quale sulla legge antifumo gli italiani hanno dato un segnale di grandissima civiltà. La risposta positiva è stata al di là delle attese.
Il ministro si è detto soddisfatto di come i cittadini hanno accolto le nuove norme. «È molto di più quando all`estero si aspettassero – ha detto – vista anche la cattiva immagine che è stata data: quella di un italiano da ?Dolce vita?, che sicuramente avrebbe violato la legge, si sarebbe opposto perchè abituato a trasgredire le regole. Una cosa che mi ha offeso moltissimo».
Invece «la risposta è stata al di là delle attese – ha continuato Sirchia – nel senso che i cittadini hanno percepito che l`obiettivo della legge non era di proibire il fumo. Abbiamo semplicemente chiesto e ottenuto di rispettare le persone che non fumano e che dal fumo passivo traggono un danno. Questo messaggio è stato visto con grandissimo entusiasmo dalla popolazione. Una dimostrazione che gli italiani sono molto più maturi di quanto pensiamo».
Positivi anche i commenti del Codacons: «Il Tar del Lazio manda in fumo i tentativi dei fumatori di bloccare la legge Sirchia». È questo il commento alla decisione della seconda sezione del Tar del Lazio di rigettare la richiesta di sospendere la legge. Il rigetto è stato «ottenuto grazie alla veemente difesa del Codacons» sostengono alla stessa organizzazione, precisando che il Tar «ha riconosciuto inesistente il fumus boni iuris nel ricorso sulla base del diritto alla salute che è un bene primario ed un diritto fondamentale della persona e va tutelato anche in sede di prevenzione».
Il Codacons sottolinea che «la legge è giusta e va applicata anche nella parte in cui vincola i titolari dei locali a chiamare le forze dell`ordine quando i fumatori rifiutano di smettere di fumare».

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