10 Agosto 2001

Il Tar manda a fondo l?equalizzatore

Il Tar manda a fondo l?equalizzatore

Si apre una fase di incertezza sulle regole applicabili e si moltiplicano i segnali di una cancellazione dell?imposizione sul maturato

Il Tar Lazio mette l?equalizzatore fuorigioco. E dà forse la spinta decisiva per arrivare alla sua cancellazione. Con un?ordinanza (la n. 4971) depositata in cancelleria lo scorso 3 agosto, il tribunale amministrativo del Lazio ha considerato fondate le riserve avanzate dal Codacons sul decreto ministeriale del 4 agosto e dichiaro la sospensiva del provvedimento. In pratica, a partire dal 4 agosto, il meccanismo correttivo attraverso il quale il ministero delle Finanze aveva provveduto all?eliminazione delle differenze nei regimi impositivi applicabili agli investimenti verrà disapplicato. Con quali effetti e conseguenze è difficile dire nell?immediato. Quello che è certo è che l?amministrazione finanziaria dovrà correre ai ripari e provare a dettare delle regole per la fase transitoria che potrà avere tempi lunghi, se non lunghissimi, vista la “velocità“ della giustizia amministrativa.


La sospensiva infatti rappresenta infatti solo una pronuncia interlocutoria che blocca gli effetti delle disposizioni “incriminate“ in attesa della sentenza di merito. Che però potrà arrivare solo tra mesi ed essere soggetta a eventuali impugnazioni davanti al Consiglio di Stato. E tutto questo mentre lo stesso Codacons ha sollevato anche la questione di legittimità costituzionale. Il vero nodo da sciogliere nell?immediato è così rappresentato dalle conseguenze di una pronuncia che sembra mettere in discussione tutto il principio sul quale si regge l?attuale sistema impositivo sui capital gain: la tassazione del maturato e non solo quella del percepito. Il Tar infatti sottolinea la propria perplessità su un provvedimento che ha disposto la tassazione «anche di profitti puramente virtuali (siccome non effettivamente monetizzati)». Finito in soffitta l?equalizzatore, a rigor di logica dovrebbero fare da bussola le regole che disciplinarono la fase interlocutoria tra l?entrata in vigore della nuova disciplina sulla imposizione degli investimenti, sancita dal decreto legislativo n. 461 del ?97, e l?applicazione dell?equalizzatore.


Quindi nel periodo che va dal 1° luglio 1998 al 31 dicembre 2000. In quei mesi il regime funzionò con l?applicazione di una tassa sul maturato per quanto riguarda il risparmio gestito e una tassa sull?effettivamente monetizzato per quanto riguarda l?amministrato e il dichiarato. Senza correttivi di sorta. Quella disciplina potrebbe oggi rivivere ed essere applicata a tutte le operazioni di realizzo, verificatesi nel regime del risparmio amministrato, a partire dal 4 agosto. E questo perchè il meccanismo dell?equalizzatore varato con il Dm del 4 agosto ha iniziato a trovare applicazione a partire dai realizzi verificatisi a partire dal 1° gennaio 2001. L?ordinanza invita, nel futuro giudizio di merito, a valutare con attenzioni le ragioni portate a sostegno dal Codacons per bocciare un provvedimento come quello che istituì l?equalizzatore che porta alla tassazione del contribuente-risparmiatore anche quando non abbia realizzato alcuna plusvalenza. Un effetto paradossale In parte mitigato dalla possibilità di recuperare gli effetti negativi delle minusvalenze nei 4 anni anni successivi, che da subito ha sollevato numerose perplessità. E nelle ultime settimane le riserve si sono moltiplicate anche tra i ranghi dell?attuale maggioranza e tra esponenti dello stesso Governo.


Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, aveva sottolineato come, anche se non faceva parte del programma della casa delle libertà, un intervento per eliminare l?anomalia di una tassa applicata su guadagni solo virtuali sarebbe stato messo in cantiere. e il vicepresidente della commissione Finanze della camera fece scrivere nel parere rilasciato sul Dpef che la tasazioine sul maturato andava comunque azzerata. A questo punto la necessità di provvadere comunque sull?onda della sospensiva decisa dal Tar potrebbe anche rappresentare per il Governo l?occasione per dare la spallata finale a un regime già giudicato poco convincente.

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