19 Gennaio 2007

Il Tar: “La Turco spieghi il decreto sulla cannabis“

ORDINANZA AL MINISTRO Il Tar: “La Turco spieghi il decreto sulla cannabis“

ROMA “MIGLIAIA di giovani – aveva annunciato in novembre il ministro della Salute, Livia Turco, raddoppiando la quantità consentita di cannabis – non devono finire in carcere o essere vittime di un procedimento penale per uno spinello“. Bene. Ora il suo ministero avrà 45 giorni di tempo per fornire al Tar del Lazio chiarimenti sulle valutazioni effettuate per innalzare da 500 milligrammi a 1 grammo la quantità massima di cannabis oltre la quale scattano le sanzioni penali. Lo ha deciso la III sezione quater del tribunale amministrativo presieduta da Mario Di Giuseppe, in risposta al ricorso del il Codacons, che contesta appunto il `decreto Turco` in tema di possesso di sostanze stupefacente per uso personale. Il ministero dovrà fornire al Tar anche i documenti tecnici utilizzati dalla commissione di studio appositamente istituita sul tema, nonché indicare eventuali parametri comunitari di riferimento sui principi attivi della cannabis. L`udienza – nella quale il ricorso sarà trattato anche nel merito – è già stata fissata per il prossimo 14 marzo. “SIAMO soddisfatti – ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – della decisione del Tar. Il quale non ha trovato motivazioni sanitarie poste a base del decreto del ministro Turco e ha quindi ordinato al ministero di fornirle entro 45 giorni. Ci auguriamo che il ministro capisca il segnale forte che è venuto dai giudici amministrativi e revochi un provvedimento così dannoso per la salute soprattutto dei giovani“.

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