2 Marzo 2021

Il Tar ha respinto i ricorsi Le scuole restano chiuse

Regione Campania, scuola, scuole, tar di napoli,

 

Le scuole resteranno chiuse. Almeno per ora. Il Tar della Campania ha respinto l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta da un gruppo di genitori no- e dal Codacons regionale contrari all’ordinanza con la quale il governatore Vincenzo De Luca ha sospeso l’attività didattica in presenza in tutte le scuole della regione da ieri e fino al 14 marzo. Secondo i giudici amministrativi “l’istanza di misure cautelari monocratiche appare riferita a un quadro giuridico e fattuale databile al mese di gennaio 2021, mentre l’ordinanza regionale risulta esplicitamente adottata alla luce di un quadro epidemico in corso di mutazione”. L’ordinanza regionale, inoltre, “appare non irragionevolmente improntata al principio di cautela nel bilanciamento di due interessi di rango costituzionale, salute ed istruzione”. Per il Tar l’evidenza che la varianti del Covid siano più aggressive tra la popolazione giovanile, quindi scolastica, e dunque “che su tale circostanza – spiegano i giudici – risultano incentrate le Al via la sperimentazione del farmaco italiano Takis Studiato a Monza, Napoli e Roma: è a base di Dna valutazioni della Unità di crisi regionale”. Intanto dal Codacons precisano: “Il Tar non ha respinto i ricorsi, ma le istanze di misure provvisorie e urgenti anteriori. Tale sospensione non pregiudica il ricorso che sarà comunque proposto nei termini con misura cautelare”, spiega il vicesegretario nazionale Matteo Marchetti. genitori intanto non si arrendono e proclamano 2 giorni di disconnessione per protesta. I rappresentanti del gruppo noDad campano ‘Usciamo dagli schermi’ ha proclamato per oggi e venerdì due giornate di sciopero della didattica a distanza “per protestare – spiegano – contro l’ennesima chiusura della scuola e il persistere dell’anomalia campana”. Perché è ormai “conclamata – sottolineano – l’evidenza scientifica che la didattica a distanza non solo non è scuola, ma ha effetti devastanti sull’apprendimento e sulla tenuta psichica dei nostri figli e delle nostre figlie”. Se i genitori sono sul piede di guerra, altrettanto agguerriti sembrano gli studenti delle scuole superiori. La loro posizione si discosta però da quella dei genitori. “Noi vogliamo innanzitutto sicurezza. Siamo convinti che effettivamente, così come era ripartita, la scuola poteva presentare dei rischi per tutti. Per questo motivo chiediamo che vengano riaperte ma in sicurezza, con i dovuti protocolli non solo dentro ma soprattutto fuori dagli istituti scolastici”, incalzano Martina e Federico dell’associazione ‘La scuola SiCura Puntano il dito contro il governo e contro il governatore Vincenzo De Luca: “Dai trasporti alla mancanza di controlli, da strutture inadeguate a Dpi a costo zero: basterebbe poco per rendere la scuola quell’oasi felice che tutti propagandano ma che in realtà non è”. Sulla didattica a distanza il giudizio è negativo, “non è scuola”, ma altrettanto negativo è quello sulla didattica mista: “Siamo contrari alla divisione delle classi. Basterebbe cambiare i tempi delle città e stabilire rotazioni. Ma la scuola non è attrezzata: troppi tagli e nessun investimento”. Si preannunciano altre giornate di protesta.

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