21 Luglio 2014

Il Tar ha detto sì alla rete idrica di Punta Rossa

Il Tar ha detto sì alla rete idrica di Punta Rossa
regolare anche la nuova strada e la lottizzazione «la giogaia»

M L’ AQUILA La condotta idrica in via Pineta Vittoria, a servizio dell’ insediamento in località Punta Rossa di Roccaraso, e la nuova strada di collegamento tra le zone immediatamente limitrofe al complesso abitativo, sono regolari. Lo ha stabilito la prima sezione del Tar dell’ Aquila, che ha respinto il ricorso proposto dal Codacons e da Carlo Rienzi, contro la delibera con la quale il Comune di roccaraso, nel 2009, aveva approvato l’ intervento relativo alla realizzazione della condotta e gli schemi di convenzione per l’ attuazione del piano di lottizzazione denominato «La Giogaia». Con il ricorso Rienzi, compossessore di un immobile a Punta Rossa, e il Codacons, chiedevano l’ annullamento degli atti relativi all’ approvazione e all’ esecuzione di opere di urbanizzazione rientranti in una lottizzazione affidata alla società Telon a Pietransieri, e in particolare alla realizzazione di un impianto idrico funzionale all’ insediamento abitativo di Punta Rossa, comprendente anche la costruzione di una nuova strada di collegamento tra le zone limitrofe al complesso. I ricorrenti contestavano che le opere erano state oggetto di affidamento diretto dal parte del Comune di Roccaraso alla società Telon. Inoltre, sempre secondo Rienzi e il Codacons, la nuova strada in realtà non era affatto necessaria, stante l’ esistenza di una via alternativa già tracciata. Nel ricorso si osservava anche la presunta violazione delle prescrizioni dell’ Ispettorato delle Foreste, visto che non sarebbe stata realizzata nessuna opera di rinverdimento e consolidamento, e diversi blocchi rocciosi sarebbero stati lasciati in equilibrio instabile sul pendio con pericolo di frana. L’ intervento, secondo i ricorrenti, avrebbe comportato un ingente danno paesaggistico dato dallo sbancamento del versante montano oltre al danno ambientale dato dall’ attività di deforestazione. Il Comune di Roccaraso, la Regione Abruzzo, la Soprintendenza e la società Telon, nell’ atto di costituzione, avevano chiesto il rigetto del ricorso perché «inammissibile e infondato». Ed è esattamente questa la conclusione alla quale sono giunti i giudici del Tar dell’ Aquila ((Paolo Passoni, presidente, Maria Abbruzzese, estensore, Paola Anna Gemma Di Cesare, primo referendario). Gli interventi, secondo i giudici, sono stati regolari. «L’ Amministrazione- si legge nella sentenza- non ha approvato il progetto sulla base di mere dichiarazioni delle ditte proponenti», come sembrava suggerire il ricorso, «ma sulla base di una precisa valutazione dei luoghi, effettuata dal funzionario tecnico competente; detta attestazione, con allegata copia della piantina della zona interessata. L’ intervento, inoltre, è stato doverosamente preceduto dal rilascio di nulla osta ai fini ambientali, atto riscontrato positivamente anche dalla Soprintendenza peri Beni architettonici e per il Paesaggio per l’ Abruzzo. Il Collegio – si legge ancora nella sentenza – deve osservare che l’ eventuale inosservanza delle prescrizioni imposte da parte dell’ esecutore non comporta affatto l’ illegittimità dell’ atto amministrativo, ma incide piuttosto sulla legittimità dell’ attività posta in essere dall’ esecutore materiale delle opere, eventualmente rilevante a diversi fini». Il codacons e rienzi dovranno pagare le spese di giudizio, fissate in tremila euro.

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