5 Settembre 2007

“Il Tar dica no e spese a carico dei vicentini“

Ieri mattina in laguna prima udienza al Tribunale amministrativo regionale per il ricorso del Codacons che punta a bloccare la nuova base americana
Galan: “Il Tar dica no e spese a carico dei vicentini“

Il Presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, si schiera apertamente contro i vicentini che hanno fatto ricorso al Tar di Venezia per bloccare la costruzione della nuova base americana al Dal Molin. In occasione della prima udienza tenutasi ieri mattina in laguna, Galan ha chiesto che “il ricorso del Codacons e dei cittadini vicentini sia dichiarato irricevibile, inammissibile, improponibile, improcedibile e, in via subordinata, respinto perché infondato“. Ma il governatore del Veneto non si è fermato lì e, così come il premier Prodi, ha richiesto che le spese processuali ricadessero sui residenti di Vicenza. “A questo punto faremo una colletta tra i cittadini“, ha dichiarato disgustato Carlo Rienzi, presidente e legale della Codacons.L`associazione per la difesa dei consumatori aveva depositato ricorso per l`annullamento, previa sospensiva, del provvedimento di nulla osta con cui lo scorso maggio Prodi apriva le porte del Dal Molin agli statunitensi. Ebbene, ieri l`avvocato dello Stato Daniela Salmini ha dichiarato che il Presidente del Consiglio dei Ministri non ha rilasciato alcun nulla osta a favore della costruzione del nuovo insediamento americano. A quel punto ai ricorrenti non è restato altro da fare che chiedere un rinvio della causa per acquisire i documenti richiesti. Il ricorso si basa su cinque punti contestati: la violazione dell`art.11 della Costituzione, laddove l`Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali: tale violazione avviene anche attraverso la messa a disposizione di porzioni del territorio nazionale e relative infrastrutture per attuare una politica aggressiva nei confronti di altri paesi e popoli; la violazione degli artt. 80 e 87 della Costituzione laddove prevedono l`obbligo di ratifica con legge dei Trattati internazionali di natura politica; la violazione del Trattato Europeo di Maastricht del 1992, del Trattato di Amsterdam del 1997, del Trattato di Nizza del 2001, dei principi di politica estera e di sicurezza comune definiti PESC e la necessità del Parere favorevole del Consiglio Europeo; la violazione del Decr.legislativo n.39 del 1997 concernente la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente; l`ultima, sul piano urbanistico contesta la violazione delle normative comunitarie Direttive 337/85 e 97/11/CE sulla Valutazione di Impatto Ambientale e la Valutazione di Impatto Strategico, non potendosi classificare il progetto “Dal Molin“ come “opera di difesa nazionale“, avendo sostanziale extraterritorialità e essendo quindi sottratto alla giurisdizione dello Stato italiano e non esistendo atti legislativi del Parlamento che esentano il progetto dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via).

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