30 Luglio 2010

Il Tar del Lazio: stop agli aumenti sulle autostrade Sabato ‘bollino nero’

 
I giudici hanno accolto le richieste della Provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara. Il Codacons: "Ora risarcimenti". Weekend: mezza Italia si mette in marcia

 Sospeso dal Tar del Lazio il decreto che ha disposto l’aumento dei pedaggi autostradali. L’ordinanza è stata emessa dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli. La decisione in quanto "il provvedimento deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale". In sostanza, dice il Tribunale, non può essere fatta pagare una tassa in più al cittadino che paga il pedaggio in un casello collegato "a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione" dell’autostrada.
“Il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale – si legge nell’ordinanza – non appare sussistere in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pedaggio in relazione ad uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura”. Il Tar ha così sospeso il decreto, anche "considerato che il decreto impugnato sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa".
Quarantuno i comuni della provincia di Roma che hanno presentato un atto d’intervento schierandosi al fianco della provincia di Roma. Si tratta di: Olevano Romano, Saracinesco, Marano Equo, Roviano, Riofreddo, Albano Laziale, Licenza, Vallepietra, Vivaro Romano, Rocca Canterano, Percile, Palestrina, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Roiate, Vicovaro, Canterano, Roccagiovine, Rocca S. Stefano, Anticoli Corrado, Sambuci, Ciampino, San Gregorio da Sassola, Cervara, Arsoli, Rocca di Papa, Velletri, Carpineto Romano, San Vito Romano, Genazzano, Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Morlupo, Allumiere, Ariccia, Vallinfreda, Castel Madama, Frascati, Fiumicino, Ladispoli e Bracciano. A loro si sono aggiunti il Codacons e la Provincia di Rieti. Hanno invece presentato ricorsi autonomi (anch’essi discussi oggi) il comune di Fiano Romano e la provincia di Pescara.
I CONSUMATORI – Secondo l’Adoc quella di oggi, "è la vittoria dei consumatori e dei pendolari. Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, con i pedaggi i pendolari avrebbero subito un danno di oltre 600 euro l’anno – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – sarebbe stato assurdo, ad esempio, imporre una maggiorazione di un euro per chi viene da Fiano Romano o l’introduzione del pedaggio sull’autostrada urbana Chieti-Pescara, un tratto di soli 20 chilometri utilizzato quotidianamente e anche più volte al giorno dai cittadini di entrambe le città".
"Per cui – prosegue – apprezziamo che sia stato accolto il ricorso della Provincia di Roma, che l’Adoc ha da subito sostenuto. Ora ci auguriamo che non vengano emanate nuove norme elusive della decisione del Tar. Imporre il pedaggio significa andare a colpire direttamente il portafoglio dei consumatori, già spossati da una crisi di cui non si vede la fine. Inoltre, significa danneggiare un settore, il turismo, che sta vivendo una crisi profonda".
 Il Codacons, che era intervenuto dinanzi al Tar del Lazio al fianco della Provincia di Roma, esulta per la decisione dei giudici che hanno bocciato gli aumenti dei pedaggi autostradali. "Il Tar – spiega Rienzi – ha accolto totalmente la tesi del Codacons contenuta nell’intervento, ossia quella che solo chi usufruisce di un servizio deve pagare per il servizio medesimo. La decisione del Governo, invece, era abnorme, perchè imponeva agli utenti di finanziare con il proprio pedaggio strade che magari non avrebbero mai utilizzato nella loro esistenza".
"Ora gli automobilisti hanno diritto ad ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate dall’1 luglio ad oggi, comprensive degli interessi – prosegue Rienzi – A tal fine invitiamo gli utenti a conservare le ricevute rilasciate ai caselli, così da poter partecipare alle azioni risarcitorie che il Codacons sta valutando. Ancora una volta – conclude Rienzi – i giudici hanno dato una importante lezione di diritto ai nostri governanti, bocciando disposizioni sciagurate che avrebbero comportato un danno per i consumatori".

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