29 Settembre 2007

Il Tar del Lazio sospende la delibera con la quale Cda di Roma Tre aveva disposto gli aumenti

È impossibile verificare se l`aumento delle tasse dell`Università Roma Tre sia stato preceduto da un puntuale lavoro istruttorio svolto dalla Commissione bilancio dell`ateneo. È il motivo per il quale il Tar del Lazio ha sospeso la delibera con la quale il 28 marzo 2006 il Cda di Roma Tre aveva disposto gli aumenti. Accolte, quindi, le richieste degli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano che, per conto del Codacons, hanno assistito davanti ai giudici amministrativi un gruppo di studenti nella loro battaglia contro la maggiorazione nelle tasse d`iscrizione. I giudici della III sezione bis del Tar del Lazio, presieduti da Saverio Corasaniti, nell`accogliere la richiesta dei ricorrenti, hanno considerato “anche per l`assenza – si legge nell`ordinanza – di una qualche verbalizzazione della seduta del Cda in cui è stata adottata la determinazione impugnata, l`impossibilità di verificare, in relazione a un atto propositivo non materializzato in un atto scritto, l`esistenza della proposta, del suo contenuto e della circostanza, evidenziata nella delibera stessa, di un “puntuale lavoro istruttorio“ svolto dalla Commissione bilancio“. Da ciò, il fatto che “il ricorso presenta profili di indubbia fondatezza“. Il ricorso proposto dagli studenti di Roma Tre con l`ausilio dei legali del Codacons, oltre alla sospensione oggi accolta dai giudici del Tar, chiede anche l`annullamento in sede del prossimo giudizio di merito, della delibera con la quale il 28 marzo 2006 il Cda dell`ateneo capitolino ha disposto l`aumento delle tasse universitarie. Sulla vicenda interviene il rettore di Roma Tre, Guido Fabiani: “Nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura competente ci dichiariamo disponibili a fornire tutta la documentazione che è alla base della delibera del Consiglio di Amministrazione relativa al nuovo regime di tassazione universitaria di Roma Tre, che noi riteniamo perfettamente rispondente sia ai profili di legittimità che agli interessi della comunità studentesca“. Per Andrea Volpi, presidente “quello del Tar è un giusto segnale che deve arrivare a tutti i rettori“.

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