IL TAR DEL Lazio salva, per il momento, i pendolari che utilizzano il casello di Ferrara Sud.
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fonte:
- Il Resto del Carlino
IL TAR DEL Lazio salva, per il momento, i pendolari che utilizzano il casello di Ferrara Sud. Il tribunale amministrativo regionale ha infatti sospeso il decreto che prevedeva l’ aumento dei pedaggi autostradali, accogliendo il ricorso presentato dalla Provincia di Roma. L’ analogo provvedimento presentato dalla Provincia di Ferrara e poi sottoscritta dal Comune verrà discusso separatamente, ma il risultato sembra scontato. «Sono molto soddisfatta – commenta a caldo la presidente della provincia Marcella Zappaterra – per la decisione presa dal Tar. Anche perché nell’ ordinanza emessa, viene ribadito quanto già avevamo detto, ovvero che è ingiusto pagare per un servizio di cui non si usufruisce». Dal primo luglio, infatti, il raccordo autostradale Ferrara-mare era diventato a pagamento. Per riscuotere il nuovo pedaggio era stato messo a punto un sistema molto semplice. L’ obolo veniva versato da chiunque transitasse dal casello di Ferrara Sud in entrata e in uscita. Paradossalmente erano costretti a pagare anche coloro che non transitavano sul raccordo. «Per fortuna che non hanno abolito le Province. Sono loro – puntualizza con un pizzico di ironia Zappaterra – a tutelare i cittadini dagli aumenti. A parte gli scherzi, quella del nuovo pedaggio era una vessazione a tutti gli effetti. Ora la speranza è che il governo non tenti di trovare un escamotage per fare tornare dalla finestra una decreto inopportuno e illegittimo. Anche se tutto mi lascia credere che non sarà così». Proprio il nuovo pedaggio aveva dato vita al comitato ‘ Fe Sud No Tax’ contrario all’ aumento. Tra qualche giorno, il tempo necessario per recepire l’ ordinanza, i prezzi dovrebbero tornare quelli antecedenti al primo luglio. Le associazioni dei consumatori festeggiano. «Ora gli automobilisti hanno diritto a ottenere la restituzione delle maggiori somme pagate dall’ 1 luglio a oggi, comprensive degli interessi. A tal fine – spiega il presidente nazionale Carlo Rienzi – invitiamo gli utenti a conservare le ricevute rilasciate ai caselli, così da poter partecipare alle azioni risarcitorie che il Codacons sta valutando».
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