3 Febbraio 2013

Il Tar del Lazio non ferma i Monti-bond

Il Tar del Lazio non ferma i Monti-bond

MILANO Via libera ai Monti Bond, anche se cresce il fronte di chi ritiene che sarebbe più opportuna una nazionalizzazione dell’ istituto senese. Il Tar del Lazio non ha concesso il provvedimento di sospensione cautelare dell’ operazione, richiesta dal Codacons in via preliminare con l’ obiettivo finale di ottenere la sospensione del procedimento. La Banca d’ Italia ha chiesto il rigetto del ricorso per la sua inammissibilità e infondatezza e «la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricorso». Inoltre via Nazionale ha espresso “piena disponibilità” a consegnare il documento al Presidente del Tar «nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili». Furente la reazione del presidente del Codacons, Carlo Rienzi, che ha denunciato la «scarsa trasparenza» di Via Nazionale: i vertici della Banca d’ Italia non hanno infatti consegnato al Tar il documento che era stato richiesto dai legali dell’ associazione consumerista. L’ atteggiamento di Bankitalia ha prodotto un’ unanime richiesta di dimissioni per il Governatore da parte di Codacons, Adusbef e Federconsumatori. Secondo il Codacons, infatti, il prestito sarebbe condizionato all’ impegno di Mps sull’ assenza di eventi successivi al 30 giugno 2012 «che abbiano o possano avere impatto negativo rilevante con riferimento alla propria situazione patrimoniale finanziaria e reddituale, che non siano stati già resi pubblici o comunicati al Mef e/o alla Banca d’ Italia». «I presupposti per il prestito – ha detto Rienzi – non ci sono, deve essere bloccato. La Banca non ha dato le informazioni, va commissariata». Inoltre l’ associazione ha annunciato il ricorso alla Commissione Europea perché ritiene l’ operazione un aiuto di stato. Lo scontro con i consumatori è molto forte e a Via Nazionale non si nasconde l’ irritazione per l’ iniziativa e per questo motivo è stato dato mandato ai legali di chiedere al tribunale di condannare il Codacons al risarcimento dei danni per lite temeraria. Ora la procedura prevede che la palla passi di nuovo al Tesoro, il quale avendo ricevuto il parere favorevole dell’ Istituto centrale il giorno seguente la sua approvazione dal Direttorio deve completare l’ iter. (a.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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