1 Febbraio 2013

Il Tar convoca i vertici di Bankitalia

Il Tar convoca i vertici di Bankitalia

 

 

 

di Andrea Di Stefano wMILANO Un nuovo faro sull’ operazione Monti Bond per il Monte dei Paschi. Il Tar del Lazio ha convocato per domani, sabato 2 febbraio, il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, e il responsabile della vigilanza, Luigi Signorini per acquisire «documentati chiarimenti» in ordine al via libera di via Nazionale ai Monti-Bond per Mps. Intanto in serata Standard & Poor’ s ha annunciato di aver tagliato il rating di Monte dei Paschi da BB+ a BB, a seguito «dei recenti annunci su potenziali perdite su tre operazioni strutturate». Al Tar domani ovviamente non ci saranno Saccomanni e Signorini ma i legali di Bankitalia che stanno preparando una voluminosa documentazione. Lunedì scorso il Codacons aveva presentato un ricorso d’ urgenza, chiedendo di annullare la delibera con la quale il Direttorio della Banca d’ Italia aveva espresso parere favorevole al Tesoro all’ emissione di obbligazioni per 3,9 miliardi da parte della banca senese, strumenti che saranno sottoscritti dal ministero dell’ Economia. Sull’ operazione, fondamentale per assicurare il salvataggio di Mps, pende quindi ora anche il giudizio del Tar oltre alle inchieste della magistratura e si avvicina la possibilità che per la banca senese si ipotizzi una nazionalizzazione. I nuovi vertici del Monte, Profumo in testa, smentiscono e sono impegnati nella ricerca di un socio finanziario che possa permettere all’ istituto di superare la fase di gravissima crisi. Ma la nazionalizzazione ieri è stata evocata anche dal presidente dell’ Eba, l’ organismo Ue che si occupa del settore bancario: «Credo che si possa riconoscere che sia stata la scelta giusta la richiesta a Mps di ricapitalizzarsi – ha detto Andrea Enria – e il fatto che e che abbiamo spinto Monte dei Paschi a ricapitalizzare risulta utile ora che le perdite si sono materializzate». Il presidente dell’ Eba ha poi rilevato che l’ istituto senese sia con l’ aumento di capitale di 1,7 miliardi del 2011, sia con i Tremonti Bond e i Monti Bond è «in una posizione di solidità molto superiore rispetto a quella che avrebbe avuto senza la nostra raccomandazione». Il caso senese è ormai sotto i riflettori a livello internazionale: «La situazione di Monte dei Paschi di Siena viene monitorata da vicino dalle autorità di vigilanza italiane», ha sottolineato il direttore delle relazioni esterne del Fmi, Gerry Rice che ha però aggiunto che «è importante che il Monte dei Paschi di Siena porti avanti il suo piano di ristrutturazione per rafforzarsi e per assicurare che il settore bancario in Italia rimanga stabile». Ieri nonostante il rating sotto osservazione da parte di Moody’ s, che ha annunciato un possibile declassamento a Ba2, il titolo Monte Paschi di Siena ha recuperato un altro 1,82% a 0,24 euro con scambi ancora molto intensi pari a 537 milioni di azioni, pari a circa il 5% del capitale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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