30 Ottobre 2009

Il Tar conferma la multa al cartello della pasta

SANZIONI PER 12,5 MILIONI. PIÙ COLPITA BARILLA  L’Antitrust è soddisfatto: abbiamo vinto contro tutti ricorsi

TORINO Nuova doccia fredda per i big dell’alimentare. Ieri il Tar del Lazio ha confermato le multe per 12,5 milioni di euro al «cartello della pasta», già inflitte dall’Antitrust a fine febbraio. Tra le aziende che avrebbero dato vita a «un’intesa restrittiva della concorrenza» per concertare gli aumenti del prezzo della vendita ci sono Barilla, De Cecco, Colussi, Garofalo, Di Martini, Rummo, Fabianelli, Mennucci, De Matteis, Cellino, Delverde, Divella, La Molisana, Tandoi, Nestlè, Zara, Riscossa, Liguori, Chirico, Granoro e Berruto. Per il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, «è una bellissima giornata perchè al Tar abbiamo vinto contro tutti i ricorsi presentati». Alla Barilla tocca il tributo più caro, circa il 40% del totale, mentre se la caverebbe con 1.000 euro, la multa più bassa, Unionalimentare. I consumatori plaudono alla decisione del Tar.  «Nel 2008 abbiamo più volte denunciato all’Antitrust come i prezzi crescessero senza ragione, mentre il costo del grano diminuiva sensibilmente fino al -62%», fa notare il Codacons. Manifesta, invece, disappunto uno dei soggetti colpiti dalla decisione, l’Unipi, secondo cui non si è «mai configurato alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori».

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