2 Settembre 2006

Il Tar chiude la vicenda: no alle pretese dei piccoli azionisti bianconeri

Il Tar chiude la vicenda: no alle pretese dei piccoli azionisti bianconeri
Bocciati tutti gli altri ricorsi I consumatori: sarà battaglia

ROMA “Improcedibilità“ e “inammissibilità“: sono i due termini utilizzati dal Tar del Lazio per scrivere la parola fine alla vicenda giuridico-sportiva che ha visto protagonista la Juventus. Due i ricorsi giunti ieri davanti alla terza sezione ter del Tribunale amministrativo. Identico l`oggetto del contendere, diverso l`esito processuale. Davanti al collegio i legali della Juventus hanno formalizzato quanto preannunciato già giovedì: rinuncia al ricorso amministrativo per ricondurre tutto a un ambito di giustizia sportiva e affidamento per le decisioni sulla vicenda all` arbitrato del Coni. Non così i piccoli azionisti, i quali hanno invece deciso di proseguire nel giudizio. E i giudici, valutando entrambe le argomentazioni, alla fine hanno emesso due distinte sentenze abbreviate. Da una parte, hanno preso atto “del sopravvenuto difetto di interesse“ alla decisione. Dall`altra, invece, hanno dichiarato inammissibile il ricorso proposto dai sei azionisti della società bianconera. In questo secondo caso, molto più complessa è stata la motivazione. Facendo riferimento a precedenti pronunce, i giudici hanno ritenuto “che soltanto la società, e non anche i singoli soci, è titolare di una posizione soggettiva giuridicamente rilevante in ordine a tutti gli atti e i provvedimenti concernenti la sua attività istituzionale“. Sbagliato, comunque, credere che la storia sia conclusa. Mentre la Juventus si preparerà ora all`arbitrato del Coni, i piccoli azionisti e le associazioni dei consumatori preannunciano nuove “battaglie“. Codacons e Federconsumatori hanno preannunciato di voler perseguire la via del giudizio civile “tenuto conto che gli utenti sportivi con la sentenza della Corte federale hanno ricevuto danno d`immagine e morale“.

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