Il Tar boccia l’ordinanza di Emiliano sulla Dad Famiglie lasciate nel caos
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
Le restrizioni imposte a tutte le scuole pugliesi in deroga alle disposizioni del governo non sono giustificate né rispetto all’attuale situazione di emergenza sanitaria che vede la Puglia in area gialla né rispetto alla necessità di attuare il piano vaccinale degli operatori scolastici, di cui non solo non è indicato il termine, ma i cui tempi presumibilmente più lunghi pregiudicherebbero un servizio essenziale. Queste in sintesi le motivazioni alla base della decisione del Tar Puglia di sospendere l’efficacia dell’ordinanza regionale firmata sabato scorso dal presidente della Regione Michele Emiliano. governatore non perde tempo e risponde alla sospensiva con l’annuncio della decima ordinanza che torna al recente passato: toglie il limite del 50% della presenza in classe per le scuole elementari e medie, reintroduce la facoltà di scelta delle famiglie di richiedere la didattica integrata a distanza (su questo alza gli scudi la Cgil) e lega il provvedimento a un termine per la esecuzione della campagna vaccinale nelle scuole. Termine non indicato nella ordinanza appena sospesa e oggetto delle osservazioni della terza sezione del Tar di Bari, presieduta da Orazio Ciliberti, che ha accolto ieri il ricorso dell’avvocatessa Luisa Carpentieri per conto del Codacons Lecce e di alcuni genitori, L’ordinanza regionale da due giorni poneva tutte le scuole pugliesi, fino al 5 marzo, dall’infanzia alle superiori, in didattica digitale integrata al 100%, salvo facoltà dei presidi di ammettere in presenza fino al 50% della classe solo gli studenti con bisogni educativi speciali, quelli con disabilità e gli alunni che «per ragioni non diversamente affrontabili» non potevano seguire da remoto le lezioni. In realtà, i presidi stavano adottando criteri di ammissione abbastanza larghi per venire incontro alle esigenze di famiglie e studenti e si stavano organizzando per garantire la turnazione settimanale per soddisfare tutte le richieste della didattica in presenza. Il decreto di sospensiva del Tar, intanto, fissa l’udienza collegiale al 17 marzo prossimo. «Sono costretto ad intervenire – spiega Emiliano in serata – per evitare che domani (oggi, ndr) le scuole siano improvvisamente invase, mancanza di provvedimenti di regolazione sanitaria, da tutti gli studenti in presenza con danno gravissimo per la salute del personale scolastico in piena pandemia da variante inglese che ormai sta sostituendo le altre meno pericolose e meno contagiose». Il governatore sottolinea che «la sospensione della didattica in presenza era stata richiesta unanimemente da tutti i sindacati e dalla stragrande maggioranza delle famiglie, sul presupposto del pericolo che un’insufficienza della prevenzione di infortuni sul lavoro da parte delle scuole – spiega Emiliano – potesse pregiudicare la vita e la salute del personale scolastico non ancora vaccinato. Proprio mentre i vaccini si sono resi finalmente disponibili». vaccini utilizzati per il personale scolastico (circa 90mila persone) sono quelli di AstraZeneca che ieri l’Aifa ha autorizzato fino a 65 anni. Entro ieri i dipartimenti di prevenzione dovevano consegnare, come disposto dal direttore del dipartimento della salute, Vito Montanaro, il cronoprogramma delle vaccinazioni per gli operatori scolastici. Proprio sul calendario vaccinale del personale scolastico, ieri pomeriggio l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo ha convocato Asl, dipartimenti di prevenzione, ufficio scolastico regionale e i provinciali. Nelle stesse ore, prima della sospensiva del Tar, l’assessore regionale alla salute Pier Luigi Lopalco aveva dichiarato: «Per me la didattica a distanza dovrebbe continuare fino all’inizio della primavera».
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