30 Luglio 2010

Il Tar boccia la stangatasui pedaggi autostradali

 
 ROMA. Non si può mai stare tranquilli. Avranno pensato questo ieri, dai banchi del governo, appena hanno saputo che il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che ha disposto l’ aumento dei pedaggi autostradali. Nel giorno in cui la manovra economica diventa legge, quindi, c’ è già una prima gatta da pelare per l’ intero esecutivo perché, l’ aumento delle tariffe che colpiva soprattutto i pendolari, era una norma contenuta nella finanziaria. Nello specifico, i giudici del Tar hanno accolto il ricorso contro l’ aumento del pedaggio in 9 barriere autostradali del territorio romano presentato dalla Provincia di Roma e da 41 comuni del territorio. Sulla stessa materia, inoltre, avevano presentato ricorso autonomo anche il Comune di Fiano Romano e la Provincia di Pescara. Nell’ ordinanza i giudici hanno spiegato di aver accolto il ricorso perché, al pagamento, deve corrispondere un servizio e dunque l’ utilizzo di un’ infrastruttura. «Al contrario – si legge nell’ ordinanza – tale carattere non appare sussistere in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’ infrastruttura». La decisione, presa dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Santulli, vale come principio per l’ intero territorio nazionale. I giudici, di fatto, hanno sospeso l’ efficacia del decreto con il quale il Presidente del Consiglio, il 25 luglio scorso, individuava le «stazioni di esenzione», Grande Raccordo Anulare incluso. Grande soddisfazione per Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma. «Abbiamo evitato una ingiustizia – ha detto – adesso il governo deve riflettere». Gli fa eco Renata Polverini, presidente della Regione Lazio. «La decisione del Tar è assolutamente giusta, in un momento particolare come quello che stiamo vivendo. Aggiungere alle famiglie un ulteriore balzello sarebbe andato nella direzione opposta». E «di segnale importante», invece, ha parlato il sindaco di Roma Gianni Alemanno convinto che la decisione del Tar vada nella giusta direzione. Esultano anche i consumatori, con il presidente del Codacons Carlo Rienzi che ora chiede «la restituzione agli automobilisti delle somme pagate dal primo luglio». A quanto sembra, però, il governo avrebbe già annunciato di voler far ricorso al Consiglio di Stato contro l’ ordinanza. Intanto ieri la manovra ha ottenuto il via libera definitivo dalla Camera con 321 sì, 270 no e 4 astenuti. La finanziaria da 25 miliardi, fortemente voluta dal ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, dovrebbe incidere sul Pil per l’ 1,5%. Come nel giorno della fiducia, ieri a Montecitorio durante la votazione finale è arrivato anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La finanziaria ora è legge ma sono ancora tanti i nodi da sciogliere. Restano, infatti, le perplessità delle Regioni che hanno parlato di «tagli insostenibili» ma ulteriori proteste potrebbero arrivare anche dalle forze dell’ ordine, dai diplomatici e dagli ambientalisti che ancora non hanno accettato le decurtazioni dei fondi destinati ai parchi nazionali. Altra nota dolente, inoltre, la sospensione delle multe per le quote latte con l’ Ue che ieri ha ribadito nuovamente la contrarietà alla norma contenuta nella manovra.

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