3 Settembre 2014

Il Tar boccia la richiesta dei rimborsi della spazzatura

Il Tar boccia la richiesta dei rimborsi della spazzatura

Bocciati i ricorsi per i rimborsi tarsu relativi all’ anno 2007-2012, presentati da circa seimila utenti. Oltre al danno la beffa per i contribuenti sulle cui tasche graveranno anche i 18mila euro di spese di raccomandate che il Comune ha dovuto spendere per inviare la sentenza definitiva di rigetto ai singoli richiedenti. La motivazione della sentenza parla di infondatezza e di notevoli profili di inammissibilità. A sostenere la battaglia per il riconoscimento delle somme spettanti ai cittadini che, dal 2007 al 2012, hanno pagato le bollette della Tarsu coprendo anche gli importi degli evasori, dai quali, dopo gli accertamenti della Soget, sono stati recuperati, materialmente, circa 4 milioni e 500 mila euro, su un totale di 12 milioni di euro, è stata Città Democratica. Prima della sentenza definitiva che ha rigettato i ricorsi c’ era stato il parere contrario espresso prima dall’ avvocatura e poi dal collegio dei revisori dei conti del Comune. Ieri il sindaco Marco Galdi e il funzionario dell’ ufficio tributi del comune, l’ avvocato Angelo Trapanese, hanno specificato i motivi del rigetto. La sentenza parla di assoluta inconsistenza della pretesa, nella quale non vi era neanche determinato il quantum da recuperare. «Sono stati chiesti, afferma Galdi, di rimborsare i soldi che attraverso gli accertamenti della Soget sono stati recuperati. Cosa impossibile perché quei soldi non ce li avevamo. La commissione tributaria è voluta entrare nel merito ed ha statuito che non vi era alcuna possibilità di rimborso». Secondo Galdi coloro che hanno promosso la class action hanno badato alla sola visibilità politica. «Chiedo in futuro di evitare azioni improvvisate che danneggiano l’ ente. Invito a guardare all’ interesse della città e non allo scoop elettorale. Vi dico solo che tutto questo ha comportato per l’ invio della raccomandate ai singoli cittadini che hanno presentato il ricorso, la spesa di 18 mila 702 euro. Sono soldi inseriti nel piano finanziario e che pagheranno i cittadini». Insomma, neanche il supporto del Codacons e dall’ Unione consumatori che si erano uniti all’ associazione promotrice Città Democratica, per mettere in campo una serie di azioni finalizzate al recupero dei 12 milioni di euro, è stato risolutore. A sottolineare l’ inconsistenza dell’ istanza di rimborso e la tranquillità del comune, già dopo il parere contrario espresso dall’ avvocatura comunale, è Trapanese: «La problematica è stata delicata ma sapevamo di non avere conseguenze. Devo dire che siamo stati anche fortunati, nel senso che la questione è stata affidata ad un magistrato togato, Matteo Casale». Annalaura Ferrara ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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