22 Giugno 2012

Il Tar boccia l’ Ergife «I maxi concorsi fuori dalla città»

Il Tar boccia l’ Ergife «I maxi concorsi fuori dalla città»

Il blocco del traffico in tutta Roma nord e i 22 chilometri di coda sulla via Aurelia hanno lasciato il segno: i concorsi con più di 3mila candidati non si faranno più entro il Raccordo anulare. L’ ha deciso il Tar del Lazio confermando l’ ordinanza emessa il 17 maggio scorso dal sindaco Gianni Alemanno (come Commissario delegato all’ emergenza traffico) all’ indomani dei gravi disagi per i romani in occasione di un test d’ ammissione alla facoltà di medicina dell’ Università Cattolica al quale parteciparono 9mila persone nei saloni dell’ hotel Ergife di via Aurelia. Un provvedimento che aveva scatenato la bagarre politica e provocato il ricorso dell’ Ergife Polo Congressuale. Ieri però i giudici amministrativi della I sezione, presieduti Calogero Piscitello, hanno respinto la richiesta di sospensiva della società alberghiera spiegando che «l’ interesse pubblico a fondamento della determinazione commissariale rivela profili di prevalenza alla luce delle finalità che il contestato intervento ha inteso conseguire per effetto delle adottate misure sul traffico veicolare nella Capitale», mentre quello «fatto valere dalla parte ricorrente riveste connotazione prettamente patrimoniale». Insomma l’ interesse pubblico vince su quello privato. I giudici hanno però sottolineato come questo genere di ordinanze siano «emergenziali» e non possano «fondare una disciplina ordinaria e/o “a regime”, ovvero non caratterizzata da temporaneità». Già lo scorso 6 giugno lo stesso giudice Piscitello aveva emesso un decreto di sospensione del provvedimento di Alemanno per consentire lo svolgimento di due concorsi programmati da tempo – Agenzia delle Entrate (20 mila partecipanti) e Isvap (5mila concorrenti) – per i quali fu comunque rivista l’ organizzazione delle prove. Secondo l’ ordinanza tornata in vigore, oltre a doversi svolgere fuori dal Raccordo «in strutture idonee» (nel ricorso l’ Ergife aveva contestato il fatto che per i maxi concorsi è disponibile solo la Nuova Fiera di Roma, nella quale Roma Capitale ha una partecipazione azionaria), i concorsi non possono cominciare prima delle 10 del mattino e gli organizzatori devono comunicare date e orari con 30 giorni d’ anticipo. Per chi non rispetterà il provvedimento sono previste pesanti sanzioni. «Questa è una vittoria degli utenti sugli interessi economici di chi organizza e ospita concorsi con migliaia di persone e inevitabili disagi per i cittadini», esulta Carlo Rienzi, presidente del Codacons, mentre per Samuele Piccolo, vice presidente dell’ Assemblea capitolina, «il Tar ha pensato ai romani». Rinaldo Frignani RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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