8 Ottobre 2006

Il Tar boccia gli aumenti tariffari “Gli adeguamenti vanno ancorati agli investimenti“

Regione Il Tar boccia gli aumenti tariffari “Gli adeguamenti vanno ancorati agli investimenti“

L`AQUILA. Il Tar del Lazio ha dichiarato illegittimi gli aumenti tariffari dei pedaggi autostradali applicati dal primo gennaio 2006 dalla società Strada dei Parchi sulla A24 e A25. Il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato dall`avvocatura della Regione Abruzzo e della Regione Lazio. La sentenza del Tar, la 9917/06 depositata giovedì, di fatto boccia la decisione della società Strada dei Parchi che aveva applicato aumenti tariffari a partire dal primo gennaio 2006 sulle tratte delle autostrade A24 e A25. In base a quella decisione, il presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, e il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, avevano costituito un pool di avvocati ed esperti per adire il giudizio del tribunale amministrativo. La decisione si riferisce ai soli incrementi partiti dal primo gennaio 2006. I giudici del Tar Lazio, nella motivazione della sentenza, fanno riferimento a quanto prescritto dalla delibera Cipe 319/96 che ha introdotto il metodo del cosiddetto “price cap per la revisione delle tariffe di pedaggio autostradale“ prevedendo che gli adeguamenti si ancorino “all`attuazione del programma di investimenti previsto dal piano finanziario, secondo l`indicatore di produttività“. “Ciò comporta“, scrivono i giudici “che gli adeguamenti annuali della tariffa non possono essere automatici, ma si giustificano in relazione agli investimenti che il concessionario effettua (e di cui ha dato indicazione nel piano economico-finanziario), essendo volti a garantire la remunerazione degli interventi compiuti“. Investimenti non effettuati da Strada dei Parchi. Scrivono i giudici: “è agevole rilevare che a fronte dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e delle nuove opere previste nel piano finanziario, risultino invece: la sola progettazione di alcune opere e impianti (Galleria di San Rocco, galleria del Gran Sasso, barriere di sicurezza) e non la loro realizzazione; la mera consegna dei lavori di raddoppio della tratta Villa Vomano/Teramo, anzichè la realizzazione e l`imminente completamento; la mera progettazione definitiva di complanari e della terza corsia nel tratto barriera est di Roma, via P. Togliatti e galleria Pittaluga, invece della esecuzione e definizione nei tempi previsti“. Dopo la sentenza Del Turco ha auspicato l`avvio di un dialogo nuovo con la concessionaria, un confronto “che poggi su basi più rispettose“ del ruolo degli interlocutori istituzionali come Comuni, Province e Regione. “Per ora c`è stato solo il primo round“, ha tenuto a precisare Del Turco, “ma vorrei che passasse il messaggio che non c`è parte del territorio abruzzese in cui non valgano le regole del rispetto dei patti e del ruolo delle Istituzioni nell`indurre le società concessionarie all`osservanza dei propri doveri“. Soddisfatti del pronunciamento anche la presidente della Provincia dell`Aquila, Stefania Pezzopane e l`assessore provinciale alla viabilità, Pio Alleva. “Bene ha fatto il Presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, ad intraprendere questa battaglia, che abbiamo sostenuto, come Provincia, insieme ad altre istituzioni locali“, hanno affermato. Intanto la Provincia di Teramo ha annunciato una richiesta di annullamento degli aumenti e di risarcimento dei danni a partire dal 2003. Il presidente della Provincia, Ernino D`Agostino, ha parlato di “Una sentenza destinata a fare giurisprudenza“ e ha sottolineato che “nessun aumento automatico“ sarà ammesso “senza gli investimenti“. Per il deputato Ds Nicola Crisci è anche una vittoria personale: “Ho sostenuto questa battaglia sin dal primo aumento, perchè ritenevo spropostitati gli aumenti dei pedaggi. Ho intererrogato ripetutamente il governo Berlusconi, che ha sempre avuto atteggiamenti a volte irridinti e sempre elusivi. L`ultima interrogazione l`ho presentata la settimana scorsa, perchè ritengo che la convenzione fra Anas e Strada dei parchi vada ridiscussa, con un ruolo attivo del governo. Ci sono aspetti della convenzione che non sono stati applicati con regolarità: ad esempio il miglioramento qualitativo e la realizzazione nei tempi dovuti dei nuovi tratti a Lunghezza e della Villa Vomano-Teramo. Insomma, le tariffe sono aumentate e le spese non sono state effettuate. E in questo Anas non ha svolto un efficace ruolo ispetto al controllo convenzione“. Infine il Codacons ritiene che “gli automobilisti che dal primo gennaio scorso hanno utilizzato le due tratte pagando le tariffe maggiorate devono ottenere il rimborso di quanto pagato in più“.

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