4 Marzo 2015

Il Tar boccia gli aumenti delle tariffe per la Ztl Il Comune ha incassato 10 milioni di euro in più

Il Tar boccia gli aumenti delle tariffe per la Ztl Il Comune ha incassato 10 milioni di euro in più

Il Tar ha bocciato gli aumenti della Zona a traffico limitato decisi dalla giunta Marino a maggio di un anno fa. Il Comune di Roma si è messo in tasca illegittimamente un gruzzolo di dieci milioni di euro. È questa, infatti, la previsione delle maggiori entrate fatta proprio dall’ assessorato alla Mobilità quando è stato approvato il nuovo piano. Un vero salasso per i romani che hanno visto schizzare alle stelle i prezzi dei permessi della Ztl da un giorno all’ altro. La sentenza del 3 dicembre scorso, pubblicata solo ieri, accoglie il ricorso presentato dal Codacons e da altri sei residenti del centro storico. Di fatto, vengono meno le due delibere, del 30 aprile e del 7 maggio 2014, con cui il Campidoglio aveva aumentato le tariffe. Una stangata che non aveva risparmiato nessuno. A partire dai residenti del centro storico che hanno visto passare i permessi per la Ztl da 78 a 1.032 euro, per una durata di cinque anni per chi ha un reddito superiore ai 15mila euro (previsto anche un permesso annuale da 232 euro). Il secondo permesso era passato da 331 a 2.032 euro. Aumenti ingiustificati, secondo il Tar, anche per i rappresentanti di commercio, lavoratori di banche e assicurazioni, sindacati e ordini professionali lievitati da 610 a 2.032 euro. La scure si era abbattuta anche sugli artigiani che hanno il laboratorio all’ interno della Ztl, i quali hanno dovuto sborsare 282 euro a fronte dei 76 precedenti. Tutti coloro che hanno un lavoro classificato come “notturno”, ad esempio, hanno visto passare il proprio tagliando annuale da 107 a 282 euro. Tutti questi aumenti citati finora riguardano gli autoveicoli che hanno fino a 19 cavalli fiscali. Per le categorie maggiori gli aumenti sono stati ancora più sostanziosi. L’ incremento delle tariffe aveva riguardato anche il cambio targa (da 76 a 132 euro) e i duplicati per furto o smarrimento del permesso (da 60 a 150 euro). A questo punto la domanda sorge spontanea. Chi ha pagato i permessi maggiorati potrà richiedere i rimborsi? Il Codacons è convinto di sì. “Gli aumenti dei permessi per la Ztl erano illegittimi perché creavano evidenti disparità tra cittadini – sostiene il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – Ora chi ha pagato le nuove tariffe potrà chiedere all’ amministrazione la restituzione delle maggiori somme versate”. Ma c’ è da giurare che l’ amministrazione non si arrenderà facilmente. La prossima mossa potrebbe essere un ricorso al Consiglio di Stato. Ma è la stessa sentenza che lascia più di uno spiraglio di manovora al Comune. Nel motivare la bocciatura degli aumenti, infatti, il Tar spiega che a rendere nullo il provvedimento è la “mancanza di un’ adeguata istruttoria”. Tradotto, il piano regolatore del traffico, nel quale questi incrementi dei prezzi sono contenuti, non spiega a sufficienza per quale motivo si è deciso di prevedere gli aumenti. In particolare, non sono stati fatti studi adeguati sull’ impatto ambientale, visto che le tariffe maggiori dovrebbero portare a una riduzione del traffico. Il Comune non ha considerato “tutte le variabili incidenti nella definizione della tariffa con specifico riguardo proprio alla problematica del trasporto pubblico”. Nella sentenza si ricorda che proprio in concomitanza con il rincaro della Ztl sono state tagliate numerose corse dei bus. Inoltre, il Comune avrebbe dovuto spiegare nel dettaglio come intendeva impiegare i maggiori incassi, soprattutto in direzione di un miglioramento della mobilità. Se l’ amministrazione capitolina rimedierà a questi errori, sarà libera di aumentare i prezzi della Ztl. Il sindaco Marino, infatti, ha annunciato che verrà fatta una nuova delibera per superare le critiche mosse dal Tar. E non restituire un bel nulla ai cittadini, confermando la stangata.
dario martini

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