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10 Gennaio 2014

Il Tar blocca la farmacia dentro all’iper Auchan

Il Tar blocca la farmacia dentro all’iper Auchan

La nuova farmacia comunale dentro ad Auchan non si farà. Almeno per il momento. Il Tar ha infatti accolto il ricorso presentato dall’ Associazione farmacisti sospendendo la delibera con la quale il Comune lo scorso luglio aveva approvato l’ apertura dell’ attività. Ora il Comune sta valutando se proseguire, battersi nel merito della discussione, o lasciar perdere. «Per noi è comunque un primo segnale positivo dopo tanti segnali di follia» hanno commentato i promotori della raccolta di firme, per chiedere al sindaco di tutelare il centro città, assieme ai vertici di Confesercenti e Confcommercio che hanno aderito all’ iniziativa, presto seguiti, probabilmente, anche dalle associazioni artigiane. «E finalmente Giampietro Marchese si è dimesso, doppia buona notizia – ha aggiunto Cesare Campa -. Il conflitto d’ interessi del presidente di Ames era macroscopico, il presidente di una società pubblica che chiede alla proprietà, il Comune, di poter aprire una farmacia». Vari consiglieri comunali giudicano necessaria l’ apertura della farmacia al centro Auchan perché così sarebbe più comodo per chi va a fare le spese. «È una follia ma dal punto di vista degli ipermercati avere anche una farmacia è giusto perché vogliono completare l’ offerta, a 360 gradi. In fondo l’ ospedale già ce l’ hanno dietro casa – hanno commentato Dario Corradi e Maurizio Franceschi di Confcommercio e Confesercenti -. La Giunta ha pochi poteri per bloccare o rallentare la crescita dei grossi centri commerciali, questo è vero, ma spesso e volentieri anche quei pochi poteri non li ha esercitati. Perché alla fine badava solo a far quadrare i bilanci incassando gli oneri di urbanizzazione». L’ Anla, che ha 70 sedi in Italia, 7 solo in Veneto, ha promosso la raccolta di firme, che inizierà entro una settimana, perché «invece di scoraggiare gli eroi che tengono aperte le attività economiche in centro città, l’ Amministrazione veneziana dovrebbe favorirli e difenderli» ha commentato Lando Arbizzani, presidente per Treviso e Venezia dell’ Associazione nazionale seniores d’ azienda. «Aprire una farmacia in un ipermercato, invece, è come fornirgli palle da cannone per distruggere il centro città» ha aggiunto Franco Conte, presidente di Codacons e aderente ad Anla. «La farmacia nel centro commerciale, che chiaramente ne farebbe chiudere qualcuna in centro storico, è solo la conseguenza di una politica completamente sbagliata delle amministrazioni che si sono susseguite a Venezia da vent’ anni a questa parte – hanno concluso i promotori dell’ iniziativa -. In una città, come Venezia e Mestre, sempre più piena di anziani, in un periodo di crisi come questo, chiudere i negozi di vicinato significa abbandonare a se stessi soprattutto gli anziani. Gli ipermercati sicuramente non usano i libretti per segnare i crediti e non aspettano il pagamento a fine mese, quando arrivano pensione o stipendio. E il Comune come li aiuta? Porta il tram o il bus fino agli ipermercati». © riproduzione riservata.

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