21 Luglio 2016

Il Tar blocca i rincari elettrici

Il Tar blocca i rincari elettrici
anomalie sui prezzi dell’ energia
all’ ingrosso, sospeso l’ aumento in bolletta del 4,3% deciso a luglio
dall’ autorità. ma il garante fa ricorso: “non siamo stati sentiti”.
calenda: “chiarire”

MILANO. Lo chiamano già il “pasticciaccio” delle tariffe. Una guerra di ricorsi e controricorsi che potrebbe rendere oltremodo incerta la lettura della bolletta dell’ elettricità, già particolarmente complicata di suo, per molti mesi a venire. Una situazione di incertezza che ha provocato l’ intervento del governo, con il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda che ha pubblicamente chiesto che «venga fatta chiarezza » nel più breve tempo possibile. Data la complessità del tema, è bene partire dai fatti. Ieri, rispondendo a un ricorso presentato dall’ associazione dei consumatori Codacons, il Tar della Lombardia ha disposto la “sospensione” delle nuove tariffe della luce per le famiglie e le piccole imprese, con un aumento del 4,3% scattato dal primo luglio. Di fatto, ha congelato la delibera dell’ Autorità dell’ energia, la quale ogni tre mesi viene chiamata a stabilire le variazioni della bolletta. Per quel motivo il Codacons ha presentato ricorso? Perché gli aumenti, come ha rivelato la stessa Authority, erano per lo più dovuti a un aumento dei costi del “dipacciamento”: l’ energia che Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, compra dagli operatori per garantire che il sistema sia in equilibrio scongiurando possibili black out. Secondo una denuncia presentata da Confindustria, i costi extra nei primi quattro mesi del 2016 sono costati almeno un miliardo di euro, che ora vengono ribaltati sulle bollette. E come è potuto accadere? L’ Autorità ha aperto una indagine che dovrebbe concludersi a metà di settembre: secondo la denuncia di Confindustria alcuni produttori di energia avrebbero tenuto spente le centrali elettriche per far salire la domanda di energia, e poi rivenderla a Terna a prezzi più alti. Che è poi quello che ha riconosciuto il Tar, nella cui sentenza parla di «danno grave ed irreparabile», riconoscendo come «i relativi aumenti se dimostrati legittimi, potranno essere agevolmente recuperati». In sostanza, prima di decidere nel merito (la cui udienza è stata fissata non a caso per il 15 settembre) il Tar vuole vedere gli esiti dell’ inchiesta sulle presunte irregolarità. Nella pratica, le bollette di questi mesi arriveranno senza gli aumenti: la differenza – nel caso in cui l’ indagine non dovesse scoprire irregolarità – potrebbe essere recuperata negli ultimi tre mesi dell’ anno. Quando ci sarà la nuova revisione da parte dell’ Autorità, che intanto ha presentato ricorso contro la decisione del Tar e che ha fatto sapere di non essere stato nemmeno convocata per esporre le sue ragioni dal giudice amministrativo. Un clima di incertezza che preoccupa le società dei servizi pubblici locali, quelle che vendono elettricità a cittadini e Pmi. Come spiega Giordano Colarullo, direttore generale di Utilitalia: «Le nostre imprese hanno bisogno di programmare la propria attività, per cui chiediamo un sistema di regole abbastanza solido da non essere messo in discussione da nessun, seppur legittimo, intervento di parte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA Accolte le accuse del Codacons, ma anche Confindustria denunciò l’ andamento del mercato Le bollette di questi mesi arriveranno senza gli aumenti tariffari scattati a luglio FOTO: © EPA.
luca pagni

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