Il tanto amato wrestling alla conquista di Cagliari
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fonte:
- L`Unione Sarda
La notizia farà storcere il naso ai veri appassionati di sport, ma manderà in sollucchero bambini e appassionati. Il 20 novembre alcuni dei migliori “lottatori“ del circuito internazionale saranno di scena a Cagliari per una serata di wrestling, che arriva in città subito dopo gli appuntamenti di Napoli e Milano. La serata sarà organizzata dalla società Sas e dall`associazione Futura Music di Ulisse Maoddi. Una finzione, per molti una vera e propria pagliacciata, ma di sicuro una disciplina, quella del wrestling, che non accenna a tramontare. Le vecchie generazioni avevano Hulk Hogan, Ultimate Warrior e Macho Man Randy Savage, adesso le nuove generazioni seguono Eddie Guerriero, Big Show e Triple H, o gli italiani Raiss, Il Marchese e Corvo Bianco. Sport? Spettacolo? In tanti sono convinti che il wrestling sia una buffonata: atleti (?) che fingono di colpirsi per poi rialzarsi come se niente fosse. Vestiti sgargianti, paillettes e tanta recitazione per uno sport ormai coccolato persino dai grandi giornali sportivi italiani. La realtà più vera e che i protagonisti del wrestling possono essere visti come onesti professionisti dello spettacolo, non diversi da attori o showman della televisione, che si guadagnano da vivere con questo spettacolo dai risvolti sociali sempre più interessanti. Tantissime mazzate, calci volanti e cazzotti, tutti rigorosamente finti, ma sicuramente stimolanti, visto il successo. La riunione cagliaritana si terrà alla Fiera Campionaria. Da noi in Italia il wrestling non è ancora uno sport di massa, la sua popolarità è comunque in costante ascesa. Negli Usa è una realtà già da tempo, e in altri paesi, ad esempio Messico e Giappone, può contare su schiere di fan sfegatati, e gli eroi del ring raggiungono lo status di vere star, con tanto di bamboline che riproducono le loro fattezze (e la moda sta prendendo piede anche qui da noi) in vendita nei negozi di giocattoli. Sfonda in tv, appare sui giornali, diverte e viene seguito anche dai più grandi: il wrestling è nelle figurine, nei portachiavi e in decine di gadgets. Ma dall`altra parte della barricata ci sono anche i detrattori: il Codacons, partiti politici, associazioni dei genitori e parte della stampa. Per loro il wrestling è uno spettacolo stupido e diseducativo da un lato, pericoloso dall`altro. Facile a dirsi, il problema è che poi gli ascolti alla televisione continuano a crescere e i bambini non possono perdere i finti incontri su Sky. Agli appassionati e ai detrattori il compito di giudicare il 20 novembre. Magari non ci sarà grande agonismo, ma di sicuro gli spettatori rideranno parecchio.
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