4 Settembre 2014

Il taglio dei tassi, ecco cosa cambia per i risparmiatori e le imprese

Il taglio dei tassi, ecco cosa cambia per i risparmiatori e le imprese

Mutui
meno costosi per le famiglie, mentre l’euro debole dovrebbe favorire
l’export La mossa del presidente della Bce dovrebbe aiutare l’Europa a
combattere la deflazione

Con il taglio di oggi allo 0,05% i tassi di interesse dell’area euro sono arrivati ai minimi cosa cambia in concreto per l’economia?  
Abbassare i tassi significa innanzitutto abbassare il costo del denaro e quindi rendere meno costosi i finanziamenti, di conseguenza aumentare la richiesta di denaro. La maggiore liquidità in circolazione dovrebbe favorire la crescita economica.
Cosa cambia per i piccoli risparmiatori?  
Il primo effetto è quello sui mutui. Di regola, a beneficiare del taglio dei tassi sono infatti le famiglie che hanno sulle spalle un mutuo a interessi variabili (non quelli indicizzati all’euribor), il tasso sui prestiti interbancari in Europa. Su un debito di 100mila euro, per esempio, una limatura dello 0,05% per gli interessi passivi significa (in linea di massima) una riduzione della rata di qualche euro al mese, a seconda delle scadenze del prestito. In base alle prime elaborazioni del Codacons, il risparmio dovrebbe andare dai 65 euro all’anno per chi ha un mutuo da 100.000 euro a 30 anni, ai circa 97 euro per un mutuo da 150.000 euro a 25 anni.
Cosa cambia per le imprese?  
Il taglio dei tassi dovrebbe indebolire l’euro e di conseguenza rendere più competitive le esportazioni delle nostre imprese. Oggi l’euro ha toccato un minimo di seduta di 1,2994 dollari, il livello più basso dal luglio 2013. Con la moneta unica più debole le aziende italiane dovrebbero quindi riuscire ad aumentare la vendita dei loro prodotti all’estero. E il rilancio dell’export è uno dei motori (insieme alla domanda interna, cioè i consumi) della ripresa economica.  
Cosa cambia per l’inflazione?  
La mossa del presidente della Bce, Mario Draghi, dovrebbe favorire anche l’aumento dei prezzi e quindi l’inflazione. Il taglio dei tassi dovrebbe servire quindi anche a combattere la deflazione, che ha colpito l’Europa e che è esattamente il fenomeno opposto, cioè la riduzione del costo della vita. 

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