25 Agosto 2004

Il supergreggio alza la bolletta elettrica di 120 euro

L?ISTITUTO RIE CALCOLA LA SPESA AGGIUNTIVA DELLE FAMIGLIE PER L?INVERNO
Il supergreggio alza la bolletta elettrica di 120 euro
Giovedì il vertice governativo, si pensa agli sms per calmierare il prezzo della benzina

Ieri i mercati del petrolio hanno visto quotazioni più basse, ma ancora irragionevoli: a New York il Wti a 44,80 dollari al barile e a Londra il Brent a 42,22 dollari. L?allarme resta alto e il governo italiano ha fissato per giovedì e venerdì l?incontro a palazzo Chigi sul caro-greggio e le sue conseguenze; la data del meeting è stata annunciata dal responsabile dei Trasporti, Lunardi. Allo studio, presso il ministero delle Attività produttive, anche fantasiose iniziative come l?invio agli automobilisti di messaggi Sms via telefonino (oltre che via Internet e con i programmi radio) per informarli su quali compagnie offrano i prezzi dei carburanti più bassi; si spera così di fare pressioni sui petrolieri e di indurli a calmierare i prezzi.
Ma da diversi punti di vista i buoi sono già scappati; per esempio, alcune componenti delle tariffe della luce e del gas sono già definite, per i prossimi mesi, dal caro-greggio attuale. Resta un margine di manovra da parte dell?Autorità per l?energia, ma si può già provare ad anticipare il peso delle bollette, e ieri lo ha fatto (come di consueto) l?istituto Rie di Bologna: il risultato è che nei prossimi due trimestri le famiglie italiane rischiano un rincaro della spesa per elettricità e metano fra i 50 e i 120 euro (proiettato su base annua).
Nello scenario definito dal Rie «ottimista», con il Brent (che fa da riferimento in Europa) che si riporta a fine anno sui 37 dollari, dal 1° ottobre scatterà per la luce un rincaro del 3% cui ne seguirà uno del 2% dal 1° gennaio 2005 per un totale di 20 euro in più su base annua. Per il gas, dal 1° ottobre il rincaro è atteso sul 2% per poi registrare un nuovo aumento del 2,5% dall`inizio del 2005, con un aggravio complessivo di 30 euro a famiglia. Quindi 50 euro in più fra luce e gas per una famiglia tipo che in un anno consuma 2700 kWh di elettricità e 1400 metri cubi di gas. Se invece il Brent costasse di più, per esempio 42 dollari a fine anno, per la luce si registrerebbero rincari del 3% ciascuno nei prossimi due trimestri, del 2% nel secondo trimestre del 2005 e del 2,2% in quello successivo: per la bolletta elettrica l`aggravio per ogni famiglia sarebbe di 40 euro su base annua. Quanto al metano di registrerebbero aumenti oltre il 2% in tutti i prossimi 4 trimestri, per un totale che supererebbe gli 80 euro di spesa aggiuntiva.
Questo sono aggravi indiretti derivanti dal caro-petrolio. Più diretto è quello che si avverte al distributore di benzina. Rispetto allo scorso dicembre, per ogni litro di benzina si pagano 3,75 centesimi di euro di tasse aggiuntive e per il gasolio 1,44 centesimi. Ieri il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, valutava questo aggravio annuo per l`automobilista in 56 euro di sole tasse extra sulla benzina e in 28 euro di tasse in più sul gasolio per una percorrenza media di 17.000 km annui. Calcolando l?aggravio complessivo per carburanti e tasse, si arriva a 187 euro in più per le macchine a benzina e a 172 per quelle a gasolio. Per questo Adiconsum chiede al governo di tagliare le accise ai livelli di dicembre.
L`Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) chiede al governo, oltre che di diminuire le accise sulla benzina, anche di consentire la vendita dei carburanti nei supermercati e di autorizzare i saldi su tutti i prodotti, come condizioni per revocare lo sciopero della spesa del 16 settembre. La diminuzione delle accise è invocata in 20 cent al litro.
Intanto, per non perdere l?abitudine, ieri ci sono stati altri aumenti di prezzo al distributore. Sono rincarati di 0,001 euro al litro i prezzi dei gasoli per auto venduti dall`Agip: le nuove quotazioni sono di 0,977 euro al litro per il gasolio normale e di 1,010 per il BluDiesel.
Fatto curioso, nella lontana California (ma con la globalizzazione nessun Paese è veramente lontano) la settimana scorsa il prezzo medio della benzina è diminuito di 0,4 centesimi a 2,051 dollari al gallone, e questo è stato il dodicesimo calo settimanale consecutivo; il prezzo è, inoltre, di 5 cent più basso di un anno fa, nonostante il petrolio sopra i 45 dollari al barile. Ci sono fattori locali che spiegano questa anomalia, in particolare le abbondanti scorte, ma c?è anche una lezione di portata generale: dove c?è un libero mercato vero, e non un oligopolio mascherato da libera concorrenza, le politiche commerciali non puntano necessariamente ai rincari sistematici e i prezzi possono diminuire persino quando il greggio va su.

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